Milano, 5 agosto 2021 - E' attesa, come ogni venerdì, per il monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità di domani, quando si sapranno gli eventuali cambi di colore delle Regioni. Il dato fondamentale non è più l'indice Rt e neppure l'incidenza ogni 100mila abitanti, ma l'occupazione dei posti letto in ospedale. Con i nuovi parametri decisi dal governo, e condivisi da enti locali e comunità scientifica, il rischio di tornare a misure restrittive più rigide si era allontanato. Ora, però, qualche area vede i numeri in aumento e potrebbe rischiare un passaggio dalla zona bianca alla zona gialla. Nonostante ciò, è improbabile che ci siano cambiamenti da lunedì prossimo. Potrebbero invece avvenire dopo Ferragosto. 

Covid, il bollettino del 4 agosto Italia e Lombardia

Zona gialla, quali regioni a rischio

Prima del decreto legge del 23 luglio - che ha aggiornato i criteri per il passaggio di fascia di rischio -, a decidere il "declassamento" era la mera incidenza dei contagi settimanali su 100mila abitanti e la soglia per passare da bianca a gialla era di 50 casi su 100mila abitanti. Se la situazione fosse rimasta questa, sarebbero in zona gialla (dove vige per esempio l'obbligo di mascherina all'aperto) 14 regioni e province autonome, sulla base dell'ultimo report indipendente di Fondazione Gimbe relativo alla settimana 21-27 luglio (Calabria 53, Campania 59, Emilia Romagna 98, Lazio 138, Liguria 76, Lombardia 62, Marche 62, Alto Adige 52, Trentino 78, Sardegna 182, Sicilia 131, Toscana 112, Umbria 99, Vento 141).  Con i nuovi parametri il fattore determinante è diventato il tasso di ospedalizzazione: se una Regione supera il 10% dei posti occupati in terapia intensiva e il 15% di quelli in area medica diventa zona gialla, per la zona arancione le soglie sono rispettivamente 20% e 30%, per la zona rossa 30% e 40%. Quindi, per non andare in zona gialla bisogna restare sotto il 10% in rianimazione e sotto il 15% negli altri reparti. La Sardegna è l'unica Regione ad aver già raggiunto la soglia per un parametro su due – le terapie intensive al 10% -, ma quasi sicuramente resterà in zona bianca se non supererà anche il limite del 15% in area medica. A rischio, però, c'è anche la Sicilia, soprattutto per quanto riguarda i ricoveri non in rianimazione. Preoccupa la Calabria, dove il dato dell'area medica continua ad aumentare ma, per ora, le terapie intensive restano basse. Sotto osservazione il Lazio.

I dati regione per regione

I dati dell'Agenas, aggiornati al 4 agosto, mostrano la situazione attuale e le zone d'Italia sono più colpite dai ricoveri. 

TERAPIA INTENSIVA

  • Abruzzo: 1% 
  • Basilicata: 1% 
  • Calabria: 3% 
  • Campania: 2% 
  • Emilia Romagna: 3% 
  • Friuli Venezia Giulia: 2% 
  • Lazio: 5% 
  • Liguria: 6% 
  • Lombardia: 2% 
  • Marche: 2% 
  • Molise: 3% t
  • Provincia autonoma di Bolzano: 2%
  • Provincia autonoma di Trento: 1% 
  • Piemonte: 1% terapia intensiva, 1% 
  • Puglia: 3% 
  • Sardegna: 10% 
  • Sicilia: 5% 
  • Toscana: 4% t
  • Umbria: 2% 
  • Valle d'Aosta: 0% 
  • Veneto: 2% 

REPARTI COVID

  • Abruzzo:  3% 
  • Basilicata:  6% 
  • Calabria: 10% 
  • Campania: 6% 
  • Emilia Romagna: 4% 
  • Friuli Venezia Giulia: 2% 
  • Lazio: 6% 
  • Liguria: 2% 
  • Lombardia: 4% 
  • Marche:  4% 
  • Molise: 1% 
  • Provincia autonoma di Bolzano: 2% 
  • Provincia autonoma di Trento:  2% 
  • Piemonte: 1% 
  • Puglia: 3% 
  • Sardegna: 5%
  • Sicilia: 11% 
  • Toscana:  4% 
  • Umbria: 3% 
  • Valle d'Aosta:  6% 
  • Veneto: 2%

La Sardegna, a un passo dalla zona critica

La Sardegna è l'unica Regione ad aver già raggiunto la soglia per un parametro su due – le terapie intensive al 10% -, ma quasi sicuramente resterà in zona bianca se non supererà anche il limite del 15% in area medica. Il destino 'in giallo' è ormai segnato? "L'uso di posti in terapia intensiva in un periodo in cui non vi è una pressione" sul sistema sanitario "va letto anche con giudizio. Se si guardano i dati della Sardegna, si vede che c'è sì un 10% di posti di terapia intensiva occupato, ma una percentuale molto più bassa di posti di medicina" occupati da pazienti Covid. "Quindi aspetterei prima di dire che la situazione sta raggiungendo la soglia per il giallo". Lo ha puntualizzato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto oggi a 'Radio Cusano Campus'. Che la Sardegna diventi zona gialla "è possibile e probabile, ma attenzione - avverte - oggi è possibile che si ricoverino in terapia intensiva pazienti che hanno poi un turnover molto veloce, cioè entrano prima ed escono prima. Viceversa, un anno fa quando le terapie intensive erano occupate, l'accesso era magari più ritardato, con pazienti più gravi, anziani e compromessi". Pertanto, ha concluso il sottosegretario, "attenzione a questi numeri, che possono fluttuare con maggior velocità".

E la Lombardia?

Mercoledì, i nuovi casi di positività al coronavirus in Lombardia sono stati 806 a fronte di 39.232 tamponi per un rapporto del 2%. Si sono registrati 4 nuovi decessi. Le persone in terapia intensiva sono 32; uguale al giorno prima. Sono 247 i pazienti attualmente ricoverati non in terapia intensiva, 10 in più di martedì. Da inizio pandemia sono stati eseguiti 12.663.242 tamponi. Nelle province i nuovi casi sono così suddivisi: Milano 219 di cui 95 a Milano città; Bergamo 68; Brescia 75; Como 54; Cremona 28; Lecco 13; Lodi 31; Mantova 27; Monza e Brianza 89; Pavia 22; Sondrio 7; Varese 139.

Le regole della zona gialla

MASCHERINE ALL'APERTO - Se in zona bianca all'aperto le mascherine non sono più obbligatorie, salvo i casi di assembramento, in zona gialla invece tornano ad essere obbligatorie fatta eccezione per i bambini sotto i sei anni e chi ha una patologia incompatibile con l'uso della mascherina.

BAR E RISTORANTI - I bar e ristoranti al chiuso posso effettuare servizio al tavolo fino alle 18. All'aperto invece possono effettuare servizio al tavolo anche a cena. 

CINEMA E TEATRI - In zona gialla cinema e teatri sono aperti, ma col rispetto di stringenti limitazioni: solo posti a sedere prenotati in anticipo e distanza di almeno un metro. Limitata anche la capienza al 50% e comunque mai più di 1.000 spettaori al coperto e 2.500 all'aperto.

DISCOTECHE - Le discoteche restano chiuse.

EVENTI SPORTIVI -  Per quanto riguarda gli eventi sportivi, "in zona gialla la capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 2.500 per gli impianti all'aperto e a 1.000 per gli impianti al chiuso. Le attività devono svolgersi nel rispetto delle linee guida adottate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana, sulla base di criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico".

GREEN PASS -  Alcune attività al chiuso restano possibili, ma sarà necessario avere il Green pass (in caso di vaccinazione valido 15 giorni dopo la prima dose): ristoranti e bar al chiuso per il consumo al tavolo; eventi congressi e fiere; piscine, palestre e centri benessere; spettacoli; centri termali, parchi a tema; sale da gioco, scommesse e casinò; concorsi.

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