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21 gen 2022

Catania, reddito di cittadinanza a mafiosi e familiari: 5 denunce

Si tratta di due uomini e tre donne, una delle quali in carcere in regime di 41bis. Tra i beneficiari anche un capo clan

Percepivano il reddito di cittadinanza pur essendo mafiosi o familiari di mafiosi. Per questo cinque persone, tre donne e due uomini  sono stati denunciate per truffa, avendo utilizzato dichiarazioni false e omesso informazioni dovute, per ottenere il beneficio. Sono stati i carabinieri della compagnia di Paternò, assieme ai colleghi del Nucleo ispettorato del lavoro,a individuare i trasgressori: tra i beneficiari personaggi appartenenti a cosche mafiose attive nel capoluogo etneo e in provincia che, pur essendo gravati da sentenze passate in giudicato per i reati di associazione di tipo mafioso, hanno personalmente richiesto e ottenuto il reddito di cittadinanza.

Chi sono

Il primo è un detenuto, capo e organizzatore del clan Alleruzzo-Assinnata-Amantea, gruppo territoriale della famiglia Santapaola-Ercolano di Catania, arrestato nell'ambito della recente operazione "Sotto scacco" dei carabinieri di Paternò. Il secondo caso riguarda una  detenuta del clan Rapisarda, e moglie del reggente di una cosca attualmente in carcere in regime di 41bis.  C'è anche un appartenente al gruppo di Picanello dei Santapaola-Ercolano di Catania. Ci sono poi due donne che hanno richiesto e ottenuto il reddito di cittadinanza, per conto dei propri coniugi, pur essendo anche quest'ultimi condannati in via definitiva per associazione di tipo mafioso (appartenenti al gruppo di Picanello dei Santapaola-Ercolano e al clan Morabito-Rapisarda, attivo nel comune di Paternò e legato ai Laudani). 

Le somme riscosse

L'importo complessivo, riscosso tra marzo 2020 e lo scorso settembre, è di oltre 48 mila euro. L'Inps,  su delega della Procura di Catania, ha revocato immediatamente il beneficio e avviato le procedure di restituzione di quanto percepito. Le operazioni condotte in ambito provinciale dai reparti dell'Arma hanno consentito nel 2021 di acquisire indizi sul
conto di 149 persone che, a vario titolo, con false attestazioni, hanno beneficiato di somme per un ammontare complessivo di oltre un milione di euro. Ad aprile è stato estro preventivo delle carte di reddito di cittadinanza di 76 persone, tra cui mafiosi.

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