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11 nov 2021

Reddito di cittadinanza con maxi truffa. “Stangata” da 20 milioni, 16 in manette

Sodalizio italo-romeno presentava le domande al patronato Sias e a Caf del Movimento Cristiano Lavoratori

11 nov 2021
Primo giorno per richiedere il reddito di cittadinanza nel Caf  della CGIL a Napoli 6 marzo 2019.
ANSA / CIRO FUSCO
A volte dietro il reddito di cittadinanza si sono riscontrate irregolarità
Primo giorno per richiedere il reddito di cittadinanza nel Caf  della CGIL a Napoli 6 marzo 2019.
ANSA / CIRO FUSCO
A volte dietro il reddito di cittadinanza si sono riscontrate irregolarità

Milano - Per fare incetta di sussidi la banda di truffatori aveva sfruttato anche i dati anagrafici di una donna ammazzata nel 2013, la 18enne romena Lavinia Simona Ailoaiei strangolata dal ragioniere Andrea Pizzocolo in un motel nel Varesotto. La domanda di reddito di emergenza, presentata lo scorso 24 luglio, è stata accolta e l’Inps, prima che l’inchiesta della Gdf facesse emergere il caso, aveva già "disposto il pagamento" di 800 euro, due mensilità, su conti riconducibili ai truffatori. Tra le migliaia di nomi nelle liste anche quelli di "persone gravate da provvedimento di cattura" che, nonostante questo, avrebbero ottenuto il reddito di cittadinanza.

Uno di loro, Costel Bosnea, fino a settembre ha percepito il sussidio nonostante un ordine di carcerazione emesso il 21 gennaio 2019. "Situazioni limite", come le definisce il gip di Milano Teresa De Pascale nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emerse dalla maxi-inchiesta coordinata dal pm Paolo Storari e condotta dalla Guardia di finanza di Cremona e Novara che ha portato all’arresto di 16 persone, quasi tutte romene, accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, estorsione e truffa aggravata.

Un «sodalizio con un elevato grado di professionalità criminale" perfettamente a conoscenza "della normativa inerente le recenti misure di sostegno al reddito e dei cavilli burocratici per aggirarla approfittando delle lacune esistenti e dei ritardi nei controlli". I numeri descrivono l’ampiezza del sistema, e i danni provocati dall’organizzazione che ha messo le mani sui fondi anti-povertà: 9.158 cittadini romeni denunciati per aver percepito irregolarmente sussidi per un totale di circa 20 milioni di euro prima della revoca da parte dell’Inps. Un "potenziale danno economico per lo Stato" di altri 60 milioni di euro, attraverso un sistema che vedeva da un lato un gruppo di romeni "procacciatori di identità" di connazionali senza i requisiti necessari per ottenere il contributo.

In alcuni casi mai stati in Italia e anche deceduti – come la 18enne uccisa nel 2013 – e dall’altro i soci della milanese Nova Servizi (Oscar Nicoli e Njazi Toshkesi, entrambi arrestati). La società è legata al Patronato Sias e ai Caf del Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl) dove sono state presentate quasi tutte le domande truffaldine, poi inoltrate all’Inps dagli operatori complici. Caf che, ulteriore beffa, oltre ai soldi ricevuti sottobanco per ogni "pratica lavorata secondo la procedura “parallela“" ricevevano anche i rimborsi erogati dal ministero del Lavoro per l’istruttoria.
In Puglia è emersa anche una sorta di “fabbrica“ dei codici fiscali. I titolari di un’agenzia, grazie alla presunta complicità di un funzionario pagato 5 euro per ogni pratica, avrebbero ottenuto in pochi giorni circa 200 codici emessi dall’Agenzia delle Entrate di Barletta, a nome di altrettanti romeni.

Meccanismi emersi anche dalla mole di conversazioni intercettate dalle Fiamme gialle, e dai documenti sequestrati nelle perquisizioni. Lo scorso 17 maggio Nicoli scriveva ai soci della Nova Servizi: "Sono usciti gli esiti dei Rem (Reddito di emergenza, ndr ). Sti c...dell’Inps hanno accettato le domande dei rumeni". Romeni che nelle dichiarazioni ai Caf venivano fatti risultare falsamente come residenti nelle stesse vie di Milano che, in questo modo, registravano un numero inverosimile di beneficiari. Ben 3.800 in 11 indirizzi nei quartieri popolari di Milano Nord: tra questi 518 al civico 3 di piazzale Selinunte, 287 in via Degli Apuli 5, 212 in viale Aretusa 1. Un senso di impunità che portava i truffatori a postare sul social video in cui, con musiche arabeggianti di sottofondo, contano mazzette di euro in contanti. La 33enne Izabela Stelika, ora in cella, sfoggiava su Tik Tok la sua opulenza, spargendo sul letto le banconote incassate.
 

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