Manifestanti donano fiori ai carabinieri in piazza Unità d'Italia (Ansa)
Manifestanti donano fiori ai carabinieri in piazza Unità d'Italia (Ansa)

Trieste - E' finita con un ferito tra gli agenti e cinque manifestanti fermati al porto di Trieste, la cui posizione è al vaglio della Questura, la mattinata di tensione al varco 4, con l'intervento in forze della polizia per sgomberare il presidio no Green pass. Dopo diverse cariche a colpi di getti di idranti, manganellate e lacrimogeni, a fine mattinata la folla di manifestanti anti green pass ha raggiunto piazza Unità d'Italia, il cuore della città, dove hanno sede la Prefettura, il Municipio e il palazzo della Regione. Un fiume di persone si sta riversando nella zona, urlando slogan come "la gente come noi non molla mai", "libertà" e "no green pass". Portuali insieme a migliaia di manifestanti giunti da tutta Italia, per dire no alla certificazione verde. Ma la folla non si è fermata in piazza Unità d'Italia e si sta muovendo ancora, bloccando il traffico delle varie strade attraversate. Al momento chi guida la protesta non comunica quale sia la destinazione finale. Intanto, diversi manifestanti sono rimasti a protestare fuori dal varco 4. La strada antistante, via Fiamme gialle, è stata chiusa al traffico.  Intanto l'ex portavoce dei portuali Stefano Puzzer, anima del movimento No Green pass ha chiesto un incontro con il Governo. Incontro che si dovrebbe tenere ocn il ministro Patuanelli sabato 23 ottobre.

Lo sgombero

Idranti e manganelli per allontanare i manifestanti: c'è tensione al porto di Trieste, dove va avanti lo sgombero dei manifestanti che stazionano davanti al Varco 4 di Trieste. I manifestanti hanno atteso gli agenti seduti dall'altro lato del varco lungo la strada intonando "La gente come noi non molla mai" e "Libertà". Alcuni si sono inginocchiati a terra per pregare. I poliziotti sono scesi dai mezzi in tenuta antisommossa, un funzionario li ha più volte invitati a disperdersi "in nome della legge" poi sono stati azionati gli idranti. Attualmente ci sono circa 300 persone, alcuni delle quali hanno trascorso qui la notte, al molo. Tra queste una quindicina di portuali in pettorina gialla e decine di antagonisti e citttadini solidali. "Dovete liberare il porto per favore, voglio evitare che vi facciate male". Lo ha spiegato un dirigente della Polizia a Trieste rivolgendosi ad alcuni occupanti dello scalo. Alcuni manifestanti sono stati fermati dalla polizia nel corso dei tafferugli al porto di Trieste.  

Pugno duro della prefettura e dell'Autorità portuale

La prefettura e l'Autorità Portuale ritengono non più tollerabile l'occupazione del varco 4 anche se il sindacato CLPT garantisce che resisterà fino al 20 ottobre e il coordinamento no vax cittadino va oltre, annunciando di voler restare "a oltranza". La liberazione del porto è stata invocata anche da Cgil, Cisl e Uil. I partecipanti al presidio no green pass al porto di Trieste sono pronti alla resistenza passiva quando arriveranno le forze dell'ordine per sgomberarli. "Staremo qui, è un nostro diritto" ha detto l'ex portavoce Stefano Puzzer parlando ai presenti. "La nostra preoccupazione è che nessuno si faccia male" ha aggiunto invitando le persone a spostarsi dal varco 4 in una zona più defilata.  

Green pass, incognita assenze a lavoro e boom di tamponi: arriva la prova del lunedì

La spaccatura di Trieste

Quello che è successo a Trieste sembra potersi riassumere così: il movimento no vax, che fino a pochi giorni fa aveva eletto i portuali triestini come salvatori della patria, ha preso sempre più possesso della piazza. Non solo. Non avendo gradito il romoete le righe di sabato pomeriggio, nel comunicato firmato da Stefano Puzzer, lo ha "processato" sul posto fino a provocare il suo contrordine sullo scioglimento del presidio e poi le dimissioni. Più di tutto ha contato il Coordinamento no vax locale, i cui esponenti, anche Ugo Rossi, il neo consigliere del movimento 3 V, lo hanno circondato ieri sera per fargli cambiare idea. E, a quanto riferito in ambienti portuali, per essere più efficaci alcuni rappresentanti dei duri lo hanno minacciato in modo pesante per convincerlo a rettificare il comunicato che sanciva il sipario della vicenda in cambio di una convocazione in Parlamento per portare le ragioni di chi vuole abolire il certificato verde. 

Trieste, i no Green pass: "Avanti ad oltranza". Ma lunedì 18 la protesta potrebbe cessare

Il colore della piazza, nei giorni scorsi pacifica e anche festosa, è diventato sempre più livido. I giornalisti sono stati accerchiati e insultati in un momento in cui il servizio d'ordine, ben tenuto finora dai portuali, è saltato. Gli agenti, chiamati in soccorso dai cronisti, hanno scelto di restare defilati per evitare che la loro presenza peggiorasse la situazione in un contesto in quel momento non domabile se non a rischio di incidenti. A rasserenare l'atmosfera ci ha pensato proprio Puzzer, che ha avuto anche una breve crisi di pianto, invitando alla calma e consigliando agli occupanti, in vista dello sgombero, di "stare seduti e in pace". Meno bonarie le sue allusioni a "chi sta mettendo in giro delle falsità, e non mi riferisco ai giornalisti, dando dei traditori ai portuali". Ultimi fuochi visibili a tutti di una storia che lascerà profonde ferite nel movimento no pass. 

La richiesta

La lunga giornata di Trieste ha visto una svolta in serata. Quando Stefano Puzzer, ex portavoce dei portuali di Trieste e anima del movimento No Green pass, ha rivelato ai 3mila di piazza Unità d'Italia: "Abbiamo un accordo che domani mattina il ministro Lamorgese riferirà in un question time in Parlamento che sabato avremo un incontro col ministro Patuanelli a cui chiederemo l'abolizione del Green pass. Abbiamo chiesto che sia presente anche il ministro Speranza". L'annuncio è arrivato al termine di una "trattativa" che si era aperta con un incontro in Prefettura. "Abbiamo chiesto al prefetto un incontro col Governo nel giro di due, tre giorni. Ci ha assicuratouna risposta", aveva detto Puzzer, al termine dell'incontro col prefetto Valerio Valenti. Durante lo sgombero, Puzzer aveva ribadito che  "staremo qui, è un nostro diritto", poi il faccia a faccia. Puzzer nel pomeriggio aveva raccontato che la situazione restava tesa: "Il prefetto ci ha assicurato che non ci saranno nuove cariche della polizia contro le persone qui in piazza Unità. Però abbiamo informazioni che la polizia ha nuovamente caricato con idranti e lacrimogeni alcuni manifestanti che sono rimasti nei dintorni del porto".   Ma aveva anche chiarito che la protesta pacifica in piazza Unità non aveva nulla da temere e che quelli rimasti in porto evidentemente non facevano parte di questa. "Ci sono gruppi che non c'entrano con noi al porto che si stanno scontrando con le forze dell'ordine. Le nostre persone sono state messe in sicurezza". 

Nuovo blocco a Genova 

Un centinaio di persone tra portuali e No green pass sta presidiando il varco portuale San Benigno di Genova. Lo scalo è operativo ma già dalle prime ore del mattino alcuni tir sono fermi in coda fuori dal varco Etiopia. Sul posto Polizia e Municipale. Al momento non viene bloccato Lungarno Canepa, una delle più importanti arterie della città. I manifestanti infatti si trovano sulla linea del varco. Alcuni No Green Pass e un gruppo di antagonisti genovesi si trovano anche al varco portuale dei traghetti ma stanno facendo passare merci deperibili e persone. Gli altri varchi e terminal sono liberi.