Pietro Anastasi con la maglia del Varese
Pietro Anastasi con la maglia del Varese

Varese, 19 gennaio 2020 -  Per chi ama il calcio alla follia come il protagonista della pellicola Febbre a 90° di Nick Hornby non esistono anni ma solo stagioni. Quella in corso per i tifosi varesini verrà ricordata come quella dell’addio del calcio a Varese di uno dei suoi più celebri protagonisti: Pietro Anastasi. L’ex attaccante aveva 71 anni, con lui è morto un altro pezzo della Varese calcistica più emozionante. Il giocatore, nato a Catania nel 1948 approdò all’ombra del Sacro Monte diciottenne in una formazione biancorossa che militava in B. A fargli fare il grande salto il ds Alfredo Casati. Giunto a Varese non sentirà la pressione d’un calcio più esigente e troverà l’amore, sposerà infatti Anna con cui vivrà 52 anni d’unione. Il suo ruolino di marcia nell’anno della promozione in A per mano di mister Pietro Magni parlò chiaro: 37 presenze con 7 gol.

La notizia-bomba del 19 maggio ’68, Anastasi è della JuveNel 1967 arriva quindi il primo campionato in massima serie, le stigmate del campione erano tutte lì da vedere. Gol all’esordio con la Fiorentina e la storica tripletta alla “vecchia signora”: 4 febbraio 1968, Varese-Juventus 5-0. Lì probabilmente tutti intuirono che le strade della squadra lombarda e del giovane goleador si sarebbero divise. Non senza lasciare in eredità quello che pare un risultato che mai verrà superato, quel Varese finì infatti l’anno al settimo posto in A. La sua mano era evidente 11 reti in 29 partite. Mostrata la sua classe ad acquistarlo per l’allora cifra record di 650 milioni di lire fu proprio la Juventus. Un trasferimento che rimane nei libri di storia, sia perché arricchisce d’un ulteriore capitolo l’eterna lotta Juve-Inter, sia perché racchiude un pezzo di storia varesina. L’allora numero uno del Varese era infatti Giovanni Borghi, e l’accordo, per la stessa cifra, era stato trovato con i nerazzurri. Fu quindi l’avvocato Gianni Agnelli in persona a chiamare il patron biancorosso e a mettere sul tavolo una fornitura di compressori per i frigoriferi che produceva Borghi con la Ignis. Così dopo un’amichevole in maglia nerazzurra con tanto di abbraccio di Helenio Herrera, Anastasi scoprì di essere bianconero. Ieri lo ha ricordato così un tifoso illustre del Varese, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. "Grazie per i tanti gol che ci hai regalato e per la tua semplicità unica, riposa in pace Pietruzzu". I ragazzi che passano accanto allo stadio Franco Ossola ora sanno chi è il protagonista del murale: uno dei più importanti giocatori della storia del calcio varesino, semplicemente Pietro Anastasi.