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1 apr 2022
1 apr 2022

Pesce d'aprile e meteo: gli scherzi più famosi nella storia. Ecco quali sono

Il sito specializzato ilMeteo.it ha preparato una classifica delle "bufale" più divertenti legate al clima

1 apr 2022
closeup of a young caucasian man seen from behind using his smartphone, with a note with the text buon pesce d aprile, happy april fools day in italian, attached with tape to his back
Pesce d'Aprile
closeup of a young caucasian man seen from behind using his smartphone, with a note with the text buon pesce d aprile, happy april fools day in italian, attached with tape to his back
Pesce d'Aprile

Primo aprile: i pesci fioccano anche sul fronte meteo. Il sito specializzato ilMeteo.it ha preparato per oggi, venerdì 1 Aprile, un "podio" con i Pesci d'Aprile meteo più clamorosi. Ecco quali sono. Al terzo posto si è classificato lo scherzo "Evacuazione di Atene per smog". Nel 1982 la Radio Nazionale Greca dichiarò l'obbligo di evacuazione istantanea di tutta la città per livelli di inquinamento troppo alti. Il tiro mancino venne confessato tre ore dopo quando la frittata, però, era già stata fatta: molte persone erano fuggite e il panico si era diffuso. Alcuni dei responsabili pagarono il loro umorismo con il licenziamento.

Al secondo posto, invece, c'è "Il cielo sta diventando meno blu". Nel 2001 il tabloid britannico Mail on Sunday riportò una notizia proveniente dall’università di Amsterdam che un presunto “coefficiente di bluezza” era diminuito a causa delle polveri e del buco dell'ozono, invitando le persone a guardare il cielo in modo fisso dalle 10 alle 12. La medaglia d'oro, invece, viene assegnata a "I cambiamenti climatici non sono dovuti alla CO2 ma alla diminuzione delle pecore". Nel 2007 il sito meteo RealClimate.org pubblicò un articolo che veniva presentato come un importante lavoro del New Zealand Institute of Veterinary Climatology: le pecore con il loro colore chiaro riflettono i raggi del sole e mantengono un clima più fresco, la diminuzione del loro numero causa l'assorbimento dei raggi da parte del terreno, più scuro, e un aumento delle temperature. Ed è un effetto a catena, perché con temperature più elevate non ci sarà più bisogno delle pecore e della loro lana, così il riscaldamento aumenterà ancora di più fino a valori tipici del pianeta Venere, 470° C". Notizia del tutto inverosimile, ma così ben argomentata da far abboccare qualche lettore.

A questo punto, sottolineano i responsabili de ilmeteo.it, "avendo ricordato alcuni scherzi storici del Primo Aprile, potremmo pensare che anche la nostra previsione di neve e gelo sia un grosso Pesce! Invece no, ancora oggi i modelli matematici prevedono la neve fino alle porte di Roma, sulle colline fiorentine ed umbre, copiosa sull'Appennino fino a 300-500 metri. E il freddo e l'intensitaà delle precipitazioni potrebbero regalare qualche fiocco isolato anche in pianura al centro-nord ". Vedremo: di certo tutto il territorio - e i suoi agricoltura ed ecosistemi - hanno bisogno di precipitazioni. E questo non è affatto un pesce d'aprile. 

 

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