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21 giu 2022

Siccità, i parchi acquatici rischiano lo stop. Apprensione e allarme anche a Leolandia

La struttura bergamasca ha pozzi propri, ma una riduzione di orari la metterebbe in seria difficoltà. Altrove si pensa a utilizzare anche l'acqua di mare

21 giu 2022
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Leolandia
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L’assenza di pioggia e l’ipotesi razionamenti idrici in alcune aree del Paese proprio a causa della siccità fanno lanciare un sos ai Parchi Permanenti Italiani, associazione di categoria che si occupa di tutelare i titolari di parchi tematici, acquatici e faunistici. Allarme che, dicono, si concretizzerebbe se governo o regioni tagliassero gli approvvigionamenti di acqua. «Rimango davvero abbastanza perplesso anche soltanto che si parli di questa ipotesi, ovvero di toccare parchi acquatici o piscine», spiega all’Ansa Luciano Pareschi, presidente dell’associazione.  «Sappiamo tuti benissimo in Italia che ci sono impianti inadeguati nel nostro Paese che disperdono fino al 50% di acqua, soglia ferma al 10% in altri Paesi europei. Mi sembra che pensare alla riduzione degli approvvigionamenti idrici ai parchi acquatici sia soltanto un pannicello caldo per affrontare il problema siccità», continua. « È fondamentale scongiurare questa possibilità perché significherebbe chiudere e lasciare a casa decine di migliaia di persone.  Con le normative che abbiamo c’è un ricambio d’acqua che è inferiore al 10% giornaliero rispetto ai riempimenti delle piscine che vengono effettuati ad aprile», aggiunge sottolineando che «non ci sono sprechi o eccessivi consumi d’acqua perché, attraverso un sistema di filtraggio e riutilizzo, l’acqua che utilizziamo è quasi tutta riciclata e riutilizzata». Da respingere per l’associazione anche l’ipotesi riduzione di orario di apertura. «Una riduzione di orario per noi sarebbe insostenibile. Noi abbiamo già una stagione cortissima perché riusciamo a fare circa 100 giorni di apertura a stagione dalle ore 10 alle 18. Ridurre ulteriormente l’orario sarebbe davvero insostenibile », conclude. Un’apertura invece dal presidente Pareschi all’utilizzo, in determinati casi, dell’acqua del mare. «Personalmente non avrei nulla in contrario se Regioni o governo acconsentissero all’approvvigionamento di acqua marina, dato che tutti stiamo andando verso e incontro al mondo della sostenibilità», sottolinea.  «Questa è comunque un’ipotesi da applicare solo per quei ...

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