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11 feb 2022

Oms, la fase acuta della pandemia di Covid può finire entro metà 2022: ecco perché e come

L'Organizzazione mondiale della sanità vede un miglioramento della situazione ma invita a non abbassare la guardia

L'Oms lancia l'allarme
L'Oms lancia l'allarme

La "fase acuta" della pandemia potrebbe finire entro la metà dell'anno se il 70% della popolazione mondiale sarà vaccinata. Lo ha detto il capo dell'Oms Tedros Adhanom in un briefing dal Sudafrica.

Sempre l'Oms però nello scorse ore ha invitato a non abbassare la guardia ricordando che da 11mila a 12mila persone muoiono ancora a livello globale ogni giorno a causa di Covid, per lo più soggetti non vaccinati. Proprio per questo, la rappresentante dell'Oms ha lanciato un nuovo appello affinché anche i paesi poveri vengano riforniti di un adeguato numero di dosi di vaccino. Per comprendere la diseguaglianza in tale ambito a livello mondiale, basti pensare che solo un operatore sanitario africano su quattro è protetto.

Intanto sempre l'Oms ha fatto il punto sulla pandemia a livello mondiale. Il numero di casi confermati di Covid-19 nel mondo ha superato i 400 milioni. È quanto si nota dai dati rilasciati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che mostrano come a livello globale, a giovedì, i contagi confermati di Covid-19 sono stati 402.044.502, di cui 5.770.023 decessi.

Gli Stati Uniti hanno il numero complessivo di casi confermati e decessi più elevato, con oltre 76,44 milioni di contagi e più di 902.000 decessi, ovvero rispettivamente circa il 19% e il 15,6% del totale mondiale, stando a quanto riportato dall'ente. A seguire gli Usa troviamo l'India e il Brasile, che hanno registrato rispettivamente più di 42,47 milioni e 26,77 milioni di contagi, con un tasso di mortalità pari a 506.520 per l'India e 633.810 per la nazione sudamericana. I tre Stati insieme hanno rappresentato oltre il 36% di tutti i casi confermati e circa il 35% dei decessi complessivi del mondo. In termini di uffici regionali dell'Oms, l'Europa e le Americhe hanno fino ad ora riportato circa 160 milioni e 141 milioni di infezioni confermate, oltre che 1.804.729 e 2.552.218 decessi, rispettivamente. Le due aree insieme rappresentano circa il 75% del totale dei casi confermati nel mondo e oltre il 75,5%. dei decessi.

L'Africa però sta uscendo dalla fase pandemica e si sta muovendo verso una situazione in cui gestirà il Covid a lungo termine. Lo ha affermato il responsabile regionale dell'Oms Matshidiso Moeti, secondo quanto riporta il Guardian. "La pandemia sta entrando in una fase diversa, pensiamo che ci stiamo muovendo ora, soprattutto grazie al previsto aumento delle vaccinazioni, verso quella che potrebbe diventare una sorta di convivenza endemica con il virus", ha spiegato. Anche se, ha rilevato, il numero dei contagi in Africa potrebbe essere sette volte superiore a quanto suggeriscono i dati ufficiali, mentre i decessi potrebbero essere due o tre volte di più. A causa delle difficoltà nel tracciamento in sistemi sanitari tradizionalmente fragili.

Secondo la Johns Hopkins University le infezioni registrate in tutta l'Africa sono state oltre 11 milioni al 10 febbraio e i decessi a 250.000. Le cifre reali, invece, potrebbero avvicinarsi a 70 milioni di contagi e 750mila morti. L'Africa è l'ultima regione che secondo l'Oms potrebbe uscire dalla fase di pandemia. La settimana scorsa il responsabile dell'Europa Hans Kluge aveva stimato l'inizio a breve di un «lungo periodo di tranquillità» nel Vecchio Continente. Grazie alla minore gravità di Omicron, gli alti livelli di immunità determinati dalle guarigioni e dalle vaccinazioni, e la fine dell'inverno.

 

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