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22 gen 2022

Covid, la conferma delle agenzie del farmaco: gli attuali vaccini non fermano Omicron

Il report della Coalizione internazionale delle autorità regolatorie dei medicinali. "Ma restano fondamentali per prevenire le forme gravi della malattia"

m.mez.
Cronaca
A health worker poses with a vial containing the Comirnaty Covid-19 vaccine by Biontech-Pfizer at a vaccination centre in Berlin's Humborldt Forum museum on January 18, 2022. (Photo by John MACDOUGALL / AFP)
Vaccino Fpizer-BioNTech

I vaccini attualmente in uso offrono meno protezione contro la variante Omicron del Covid-19. A certificarlo è la Coalizione internazionale delle autorità regolatorie dei medicinali (Icmra), di cui fa parte anche Aifa, in un report pubblicato ieri e rilanciato anche dall'Ema

Il report è frutto di un workshop che ha analizzato alcuni casi in particolare, tra cui quello di Israele, Paese all'avanguardia nella campagna vaccinale. In Israele, dal 40% di casi positivi che sono stati sequenziati è emerso che la transizione Delta-Omicron è avvenuta molto rapidamente, nel giro di due settimane. Una diminuzione dell'efficacia del vaccino Pfizer contro infezioni e ricoveri è stata registrata a partire dalla seconda settimana del dicembre 2021 in tutte le fasce di età. Le cause sono da ricercare in una combinazione tra il generale calo dell'immunità e l'affermarsi della variante Omicron. Israele ,tra l'altro, ha recentemente iniziato a somministrare una qurata dose a over 65 e fragili, per superare l'ondata Omicron: i dati preliminari hanno indicato che anche con 'l'extra-booster', l'immunità diminuisce dopo 3 mesi.

Studi condotti in Canada e Gran Bretagna hanno invece indicato che, nonostante il calo di protezione contro Omicron dopo il cilco primario, una dose di richiamo - omologa o eterologa - è stata in grado di ripristinare alti livelli di protezione nel periodo immediatamente successivo alla somministrazione del vaccino. La protezione dall'ospedalizzazione è molto alta dopo una dose di richiamo, fino al 90% secondo i dati del Regno Unito.

In definitiva, dunque, come sottolinea l'Ema nel suo commento al report, i vaccini attualmente utilizzati sono effettivamente meno efficaci nel prevenire l'infezione da Omicron ma restano validi nel contrastare le forme gravi della malattia, abbassando i tassi di ospedalizzazione e mortalità. "Esaminando i dati sull'impatto di Omicron - commenta l'Agenzia europea del farmaco - i partecipanti (al workshop, ndr) hanno concluso che gli attuali vaccini offrono una minore protezione contro le infezioni e le malattie lievi causate da questa variante. Tuttavia, la vaccinazione continua a offrire una notevole protezione dal ricovero e dal Covid-19 grave con Omicron, soprattutto dopo una dose di richiamo. Sta diventando sempre più chiaro che è necessaria una dose di richiamo per estendere la protezione del vaccino".

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