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15 mag 2022

Omicron, con reinfezioni è possibile accentuazione sintomi long Covid

Secondo l'infettivologo Andreoni Omicron ha un altissimo tasso di infettività e l'immunità acquisita da una precedente infezione non copre dalla buona variante e dalle sottovarianti

15 mag 2022
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Long Covid
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"Le reinfezioni da Covid possono portare ad una accentuazione della sintomatologia del long Covid, anche se in un quadro che resta comunque di minore gravità rispetto alle situazioni di long Covid determinate da infezioni primarie". E' quanto emerge nei casi finora osservati  fa sapere Massimo Andreoni, direttore dell'Unità operativa complessa di Malattie infettive di Roma Tor Vergata, che tuttavia sottolinea come "rappresentino una casistica limitata" e ci sia "bisogno naturalmente di un periodo di osservazione più lungo, ma alcuni dei pazienti reinfettati osservati finora riferiscono  di avere un aggravamento della  sintomatologia sottostante di long Covid". Insomma è "come se la reinfezione riaccendesse i meccanismi del long covid", osserva l'esperto, che sottolinea come ciò avvenga in un quadro di gravità non allarmante.

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In generale, rileva Andreoni, "il fatto di avere sempre più reinfezioni comunque non ci sorprende, perchè il virus SarsCoV2 è in grado di reinfettare le persone anche immunizzate; quindi più ci sono soggetti infettati - e oramai siamo ad almeno un terzo della popolazione italiana che è stata infettata - più è probabile che vedremo delle reinfezioni. Questo anche perchè la variante Omicron ha un altissimo tasso di infettività e l'immunità acquisita da una precedente infezione non copre da Omicron". Ma non è tutto. Sono anche segnalati casi di persone infettate con Omicron, rileva Andreoni, "reinfettatesi con le sottovarianti Omicron 4 o 5; quindi, anche l'immunità pregressa derivata da una precedente infezione da Omicron non basta a proteggere dal rischio di una nuova infezione determinata dalle sue sottovarianti".

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Ad ogni modo, mediamente, "le reinfezioni si comportano come il contagio nei soggetti vaccinati: è cioè difficile che si viluppi malattia grave. Certamente, però, vediamo anche persone con reinfezione che arrivano alla ospedalizzazione, ma questo - conclude Andreoni - dipende dalla fragilità della singola persona".

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