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15 feb 2022

Covid, gli over 50 e gli altri: ecco per chi vale l'obbligo vaccinale

L'immunizzazione (o la guarigione) è richiesta a tutta una serie di categorie lavorative, anche senza limiti di età: ecco quali

epa09612251 A health worker holds a vial of the Pfizer- BioNTech Comirnaty Covid-19 vaccine at a vaccination clinic in Colombo, Sri Lanka, 30 November 2021. Sri Lanka is currently using Pfizer-BioNTech, Oxford AstraZeneca, China's Sinopharm, Russian Sputnik V, and Moderna Covid -19 vaccines for the Vaccine rollout. The Sri Lankan government on 27 November imposed a travel ban on travelers from six southern African nations due to a new variant of the Covid-19 named Omicron.  EPA/CHAMILA KARUNARATHNE
Covid, vaccino (Ansa)

Milano, 15 febbraio 2022 - Ufficialmente in Italia la vaccinazione contro il Covid non è obbligatoria, almeno non universalmente. Ma da quel 27 dicembre 2020 (il V-day) a oggi sempre più categorie di persone sono state inserite nell'elenco di chi, invece, è obbligato per legge alle due dosi più booster. Un modo che il Governo ha trovato, insieme alle restrizioni per chi non ha il Super Green pass, per ampliare il più possibile la platea degli immunizzati. Tanto che a oggi in Italia l'88,66% degli over 12 ha completato il ciclo vaccinale e l'85,39% di chi ne ha diritto ha pure la terza dose. 

Oggi, 15 febbraio, l'ultimo step: da oggi e fino al 15 giugno tutti i lavoratori pubblici e privati over 50 devono - per accedere ai luoghi di lavoro - presentare il Super Green pass che si ottiene o con la vaccinazione o con la guarigione (entro gli ultimi sei mesi). Ma, come detto, si tratta solo dell'ultimo passaggio: c'è una vasta platea di cittadini che, senza limiti di età, già da tempo ha l'obbligo di vaccino, vediamo quali sono.

Green pass illimitato: vaccinati e guariti, chi ne ha diritto? Come si ottiene? La guida

Chi lavora nella sanità 

L'obbligo, introdotto il primo aprile 2021, riguarda tutti coloro che esercitano le professioni sanitarie (medici, infermieri) e gli operatori di interesse sanitario. Ma anche i lavoratori impegnati in strutture residenziali socio-sanitarie e socio-assistenziali e il personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa in ospedali, residenze sanitarie assistite, ambulatori, studi medici e odontoiatrici, centri diagnostici, ad esclusione dei contratti esterni. L'obbligo vige anche per gli studenti dei corsi di laurea impegnati nello svolgimento di tirocini per l’abilitazione all'esercizio delle professioni sanitarie.

Subito si sono levate proteste e un mare di ricorsi, ma la giustizia amministrativa ha chiarito la prevalenza dell'interesse a superare l'emergenza sanitaria.

Chi lavora nelle scuole e nelle università

Dal 15 dicembre del 2021 l'obbligo di vaccinarsi vale anche per docenti e personale non docente della scuola e ancora docenti e personale non docente dell’Università. 

Forze armate, forze dell’ordine e soccorso pubblico

Sempre da 15 dicembre devono sottoporsi alla vaccinazione anche i militari, le forze dell'ordine, il personale del soccorso pubblico, il personale degli istituti penitenziari e il personale dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale.

Gli over 50

Come detto, da oggi l'obbligo vale per tutti gli over 50, che non potranno accedere al posto di lavoro senza il Super Green pass. E' uno stop alla corsa ai tamponi, che fino a ieri erano sufficienti per recarsi al lavoro. E' invece necessario essersi vaccinati o essere guariti dalla malattia. Più precisamente: dopo la prima dose, è valido dal quindicesimo giorno dopo la somministrazione e fino alla dose successiva; dopo la seconda dose, è valido per sei mesi; dopo la dose di richiamo è illimitato.  Niente obbligo solo in caso di comprovate controindicazioni cliniche per il vaccino, "documentate e attestate dal medico di medicina generale o dal medico vaccinatore", come chiariscono le faq dedicate del ministero.  Quanto a chi ha contratto la malattia, "l'avvenuta immunizzazione a seguito di malattia naturale, comprovata dalla notifica effettuata dal medico curante, determina il differimento della vaccinazione". 

Le proteste in questi giorni non sono mancate e sui social i contrari a questa nuova regola hanno ribattezzato la giornata di oggi #GiornodellaVergogna.  

Le sanzioni

Chi viene trovato al lavoro senza certificato verde rafforzato, rischia se over50, una multa dai 600 ai 1.500 euro. E possono scattare sanzioni, se la mancanza si prolunga per oltre quattro giorni, fino alla sospensione dal servizio e dallo stiupendio. Sanzioni anche per il datore di lavoro che non controlla: da 400 fino a mille euro. 

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