L'infettivologo Matteo Bassetti
L'infettivologo Matteo Bassetti

Siamo arrivati a un punto in cui il passaggio ulteriore deve essere l'obbligo di vaccino per gli over 40

Non usa giri di parole Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova. "Uno Stato serio deve farlo - afferma - perché deve domandarsi se noi, che abbiamo il servizio sanitario tra i migliori del mondo, possiamo permetterci dopo ottobre di tornare ad avere ancora le terapie intensive piene di non vaccinati che hanno deciso deliberatamente di non immunizzarsi spendendo per ognuno di questi 50-60mila euro di ricovero quando un vaccino costa 15 euro. E uno Stato che ha un Ssn come è il nostro, che giustamente non fa pagare niente a nessuno deve pensare che non può permettersi di avere nuovamente migliaia di ricoveri in terapia intensiva come l'anno scorso".

Secondo gli ultimi dati, dall'inizio della campagna vaccinale sono state somministate 74,8 milioni di dosi, ma oltre 4 milioni di over 50 non hanno ricevuto nemmeno una dose. Nelle scuole il 12,8% del personale è no vax. Per Bassetti la percentuale di immunizzati con la variante Delta deve superare il 90%. "La variante Delta - speiga - assomiglia alla varicella come contagiosità e l'immunità di gregge della varicella si raggiunge con il 95% dei vaccinati, quindi quella è la soglia. Per questo spingo per l'obbligo perché visto che abbiamo il 5% di popolazione non vaccinabile, ovvero i bambini fino ai 12 anni, è chiaro che tutti gli altri vanno vaccinati con le buone o con le cattive. Non esiste più la possibilità di discutere - insiste l'infettivologo -. E io sono convinto che nelle prossime settimane vedremo qualche cambiamento importante da parte del governo perché se non lo fanno si assumono delle responsabilità enormi. Io credo che la gente vaccinata, la maggioranza silenziosa che per ora è stata zitta, a quel punto si arrabbierà".

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Infine Bassetti smonta la tesi dei no-vax secondo cui con i vaccini si stanno arricchendo le Big-pharma. "Non è assolutamente vero - tuona il direttore Malattie infettive del San Martino -, perché le multinazionali del farmaco le arricchisce molto di più un ricovero in ospedale dato che sono quelle che producono i ventilatori polmonari, i cateteri venosi per la rianimazione, i farmaci, gli anestetici e tutto quello che serve per curare. Di quei 60mila euro del costo del ricovero - chiarisce Bassetti - ce ne sono almeno 15 mila che vanno alle grandi aziende farmaceutiche".

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