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18 gen 2022

Nuovo Dpcm Covid, dove servirà (e dove no) green pass da 1 febbraio? Arriva lista negozi

Attesa nelle prossime ore la firma del provvedimento che stabilirà in quali attività sarà necessaria la certificazione verde base. Cosa sapere su negozi, edicole e tabacchi

Milano, 18 gennaio 2022 -  Tutto pronto per il Dpcm (decreto del presidente del consiglio dei ministri) legato all'ultimo decreto che ha introdotto, il 5 gennaio scorso, l'obbligo vaccinale per gli over 50. A cosa servirà questo nuovo provvedimento? Come annunciato nelle scorse settimane, il Dpcm in questione dovrà dettagliare le realtà in cui non sarà richiesto il super green pass - quello che possono esibire i vaccinati o guariti da Covid- o il semplice green pass per poter accedervi. La lista, ha detto il sottosegretario alla Salute Pier Paolo Sileri, "è quasi pronta". "Tutto parte dal 1° febbraio - ha aggiunto -. Verrà non solo resa nota la lista, ma spiegata ulteriormente la bontà di quello che stiamo facendo per convincere le persone ancora indecise". 

Super green pass e green pass base: cosa sono e le differenze
Super green pass e green pass base: cosa sono e le differenze

Sileri ha ricordato, comunque, che è il vaccino a consentirci di vivere in sicurezza. "Vi sembra normale - si è chiesto - che dopo due anni di pandemia, 140mila morti ci sia ancora chi non è convinto della necessità e della bontà del vaccino. E che addirittura osteggia una regola imposta per mettere in sicurezza un Paese che ancora vede un certo numero di ricoveri e morti al giorno?".

Cosa sono green pass base e super green pass

Ma partiamo dalla certificazione verde. Cos'è il green pass base? E cos'è il super green pass? In che cosa si differenziano?

Il green pass base viene generato in automatico e messo a disposizione (gratuitamente) a chi: 

  • Ha fatto la vaccinazione. A ogni dose di vaccino viene rilasciata una nuova certificazione: prima dose, seconda dose o completamento ciclo vaccinale primario, richiamo (booster);
  • E' risultato negativo a un test molecolare nelle ultime 72 ore o antigenico rapido nelle 48 ore precedenti
  • E' guarito da COVID-19 da non più di sei mesi.

La certificazione verde contiene un QR Code che permette di verificarne l’autenticità e la validità. In Italia il pass viene emesso esclusivamente attraverso la Piattaforma nazionale del Ministero della Salute, in formato sia digitale sia cartaceo.

Per super green pass (o green pass rafforzato) si intende soltanto la Certificazione verde COVID-19 per vaccinazione o guarigione. Il green pass rafforzato non include, quindi, l’effettuazione di un test antigenico rapido o molecolare

Dove si potrà andare senza green pass?

Nel confronto sugli 'esenti' del green pass base sono stati coinvolti i ministeri competenti, ovvero Salute, Giustizia, Pubblica amministrazione e Sviluppo economico.  Nella giornata di domani dovrebbe quindi essere svelato il contenuto decreto che individua le (poche) attività alle quali si potrà accedere senza il pass. Secondo quanto emerso si potrà entrare senza avere almeno il pass base nei negozi che vendono generi alimentari, compresi i mercati e gli ambulanti, farmacie, parafarmacie, studi medici e veterinari, laboratori di analisi, negozi di ottica e per acquistare pellet o legna per il riscaldamento. Esclusi dal pass sarebbero anche tutto il settore dei carburanti, le edicole e i negozi di beni essenziali all'interno dei centri commerciali. Resterebbe l'obbligo del pass per le librerie e per i tabaccai. Ma l'elenco definito e tutti i chiarimenti si avranno quando sarà messo a punto e firmato il dpcm. 

Tabaccai: controllo sarebbe ulteriore complicazione

"Nelle tabaccherie italiane entrano ogni giorno 13 milioni di persone, circa 250 per ogni rivendita. Sarà un vero problema controllare il green pass ad ogni cliente, per questo speriamo che il Governo ci ripensi''. Queste le parole di Giovanni Risso, presidente nazionale della Federazione italiana 
tabaccai, in merito alla possibilità che le tabaccherie siano inserite nella lista delle attività commerciali in cui dall'1 febbraio sarà richiesto il green pass. 

''I tabaccai raramente hanno dipendenti ed inoltre per evidenti motivi di sicurezza non possono uscire da dietro il bancone. In queste condizioni, chiedere ad ogni cliente di esibire il green pass sarà davvero problematico'', spiega Risso.  ''Tutti ricordiamo bene che le tabaccherie sono sempre rimaste aperte anche nel pieno lockdown perché servizi essenziali per i cittadini, anche per pagamenti, ricariche, marche, valori e servizi amministrativi'', continua Risso. ''Imporre ora il green pass per entrare nelle 50mila tabaccherie italiane sarebbe una complicazione ulteriore per la vita dei cittadini e per il servizio dei rivenditori di generi di monopolio. Speriamo davvero -conclude il presidente nazionale della Fit- che il testo allo studio del Governo venga modificato e che decada l'obbligo di controllo del Green Pass per i tabaccai''. 

Dal 20 gennaio green pass per parrucchieri ed estetisti. Poi tocca a banche e poste

Dal 20 gennaio, come stabilito dall'ultimo decreto, barbieri, parrucchieri ed estetisti dovranno già chiedere il certificato verde base, quello ottenibile anche con un tampone, ai propri clienti. Dal primo febbraio sarà necessario anche in uffici pubblici, servizi postali, banche e attività commerciali. 

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