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17 gen 2022

Nuovo Dpcm Covid: negozi, edicole e tabaccai. Dove servirà il Green pass dall'1 febbraio?

Il provvedimento potrebbe arrivare in vista del prossimo Consiglio dei ministri e servirà a chiarire quanto contenuto nell'ultimo decreto. Le ultime indiscrezioni

Milano, 17 gennaio 2022 - E' questione di giorni: sta per arrivare un nuovo Dpcm. Dopo quello varato lo scorso 5 gennaio dal premier Mario Draghi, il Governo si appresta a stilare la lista definitiva delle uniche attività ancora aperte a persone senza tampone, né siero, ovvero quelle sprovviste di Green pass. Il provvedimento potrebbe essere pronto in vista del prossimo Consiglio dei ministri e servirà a chiarire quanto contenuto nell'ultimo decreto anti-Covid, secondo cui il lasciapassare 'base' sarà necessario dal primo febbraio anche in uffici pubblici, servizi postali, banche e attività commerciali, ad esclusione dei servizi "necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona". Rimangono però dei punti su cui trovare una quadra, ma anche questa volta non manca il braccio di ferro tra rigoristi e aperturistiLa bozza messa a punto dal ministero della Pubblica amministrazione prevederebbe un numero limitato di eccezioni, guidate dal criterio dell'urgenza, ma il ministero
dello Sviluppo Economico starebbe spingendo per una lista più ampia.

Decreto Covid: Super Green pass e Green pass, cosa cambia

Negozi, farmacie, ospedale, veterinario e fare denunce

La spesa al supermercato o nei negozi di alimentari, la farmacia, l'ospedale, l'ambulatorio del medico di base e il veterinario. Una denuncia se si è vittime di reato, ma anche in tribunale per testimoniare o accedere a determinate attività per esigenze urgenti di tutela dei minori. Sono queste, secondo quanto si apprende, alcune eccezioni all'obbligo di esibire il green pass (base o rafforzato) per l'accesso a servizi e attività commerciali in arrivo con il Dpcm. Secondo il Mise la lista delle attività cui lasciare l'ingresso libero dovrebbe coincidere con quelle individuate da uno degli allegati del Dpcm del 2 marzo dello scorso anno, che indicava le attività che rimanevano aperte anche in zona rossa. 

Green pass, in quali negozi sarà obbligatorio?

Negozi di ottica, pellet e carburanti

Ssecondo quanto si apprende da diverse fonti governative, al termine di una riunione tecnica a Palazzo Chigi sul nuovo Dpcm, ancora in definizione, si sarebbe convenuto su una lista non troppo lunga di acquisti che si continuaranno a essere pass free: oltre ad alimentari e sanitari, ci sarebbero anche i negozi di ottica o l'acquisto di pellet o legna per il riscaldamento, così come i carburanti.

Edicole e tabaccai

Ancora in corso di valutazione edicole e tabaccai: si starebbe ipotizzando l'ok solo all'aperto, nei chioschi o ai distributori automatici nel caso delle sigarette. (ANSA).

Studi dentistici

Negli studi dentistici l’obbligo di esibire il Green Pass, base o rafforzato, non è previsto dalla legge, mentre odontoiatri, igienisti e assistenti (Aso) sono già obbligati al vaccino, in quanto personale sanitario. Ai pazienti viene richiesta un’autocertificazione, ma in ogni caso il dentista ha il dovere di prestare le cure, soprattutto in caso di urgenze (non per una semplive pulizia dei denti). Raffaele Iandolo, presidente Comitato Albo Odontoiatrico (Cao) nazionale, che conta 63.000 iscritti, ad Askanews ha spiegato: “Nessuna norma prevede che per essere curati bisogna essere vaccinati. Ad oggi chiunque ha diritto a tutelare la propria salute e quindi nei nostri studi si incrocia il diritto del paziente di essere curato e il dovere del professionista di curarlo. Quindi se si chiedesse il Green Pass, ma nessuna norma obbliga a chiederlo, né consente di chiederlo per questioni di privacy, se si chiedesse il Green Pass comunque il Green Pass non avrebbe nessun effetto sulla possibilità che quel paziente venga curato e sull’obbligo da parte del professionista di curarlo”. “Sicuramente non è obbligato a dirlo, però se noi nell’anamnesi chiediamo a un paziente se è vaccinato rispetto al covid o meno, io non credo che ci sia un’invasione della privacy, quindi – ha spiegato, sottolineando – Questa è un’opinione mia personale, ma è evidente che su questo non c’è una norma ad hoc. Noi non possiamo rifiutare dei pazienti rispetto allo stato vaccinale”.

Parrucchieri, estetisti e barbieri

Stando all'ultimo decreto legge, dal 20 gennaio scatta l'obbligo di aver il pass 'base, dunque quello ottenibile anche con un tampone, per accedere ai servizi alla persona: barbieri, parrucchieri, estetisti. 

Banche, poste, uffici pubblici e negozi

Stando all'ultimo decreto legge, dall'1 febbraio, per accedere ad un qualunque ufficio pubblico o a servizi postali, bancari e finanziari, e alle attività commerciali, bisognerà avere il pass base.

Centri commerciali

Da affrontare il nodo centri commerciali, che al loro interno contengono attività di ogni tipo. Perciò il controllo potrebbe avvenire negozio per negozio e non agli ingressi. 

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Reddito di cittadinanza

Chi è senza Green pass perde il reddito di cittadinanza. Il mix tra la legge di Bilancio e il decreto del 7 gennaio che inasprisce le regole sulla certificazione portano a questo risultato. Chi percepisce il sussidio dovrà infatti obbligatoriamente frequentare i centri per l'impiego; ma per entrare negli uffici dovrà presentare almeno la Certificazione verde light, ossia quella che si ottiene con il tampone rapido negativo. Stando ai dati forniti dal governo sul Reddito di Cittadinanza e sull’andamento della campagna vaccinale, risulta che i beneficiari possibilmente a rischio, in quanto non vaccinati e non guariti, sono circa 10o mila. L’intento è quello di portare questi soggetti ad iniziare il ciclo vaccinale il prima possibile, in modo tale da raggiungere quota 10% entro l’inverno. Il sussidio raggiunge attualmente circa 1,3 milioni di nuclei familiari (tre milioni di persone) di cui il 30% ritenuto occupabile e dunque soggetto all'obbligo di frequentare in presenza i centri per l'impiego.

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