Covid, un anno fa il primo lockdown nazionale (TUTTE LE TAPPE). Per scongiurarlo, dal Comitato tecnico scientifico arrivano i nuovi suggerimenti al Governo: rafforzare le misure per le zone gialle, con l’obiettivo di ridurre i contatti tra le persone; zone rosse locali con misure più stringenti e severe, sul modello Codogno, chiusure nei fine settimana, come già fatto durante le vacanze di Natale. Gli esperti avrebbero anche segnalato la necessità di ridurre l’incidenza per ristabilire il contact tracing e potenziare il sequenziamento del virus per individuare prima possibile le varianti. Si tratta di misure per riuscire a far diminuire la corsa del virus, soprattutto dovuta alla crescente diffusione delle varianti. Anche se il primo decreto del governo targato Mario Draghi ha validità fino al 6 aprile, all'orizzonte si profilano così nuovi provvedimenti da far scattare a stretto giro.

  1. Nuove regole, le ipotesi
  2. Il videomessaggio di Draghi
  3. L'Italia rosso-arancio
  4. Lombardia zoan arancione rafforzato

Nuove regole, le ipotesi

L''esecutivo di Mario Draghi sta valutando diverse strade. Che ora si avvarranno delle indicazioni del Cts. Una delle ipotesi più accreditate è che si possa tornare a un modello affine a quello adottato durante il periodo di Natale, con limitazioni nei weekend (che durante le feste erano “rossi”) e l'anticipo del coprifuoco (attualmente in vigore dalle 22 alle 5 del mattino). Si pensa anche a un blocco dei centri commerciali nei giorni feriali. Non è escluso che si possa rendere automatici i lockdown locali in caso di superamento dell'incidenza settimanale di 250 casi ogni 100mila abitanti. Tra le misure al vaglio anche una maxi zona rossa, che servirebbe a porre un vero e proprio muro alla circolazione di Covid-19.  Maggiore attenzione agli incontri tra ragazzi e alla movida. Già con il nuovo Dpcm si è stabilito un aumento dei controlli da parte di polizia e forze dell'ordine nelle aree della movida delle città, cercando di contingentare proprio gli accessi in alcune zone considerate più a rischio assembramenti.  Fondamentale nella lotta al virus sarà riuscire a imprimere una accelerazione alla campagna vaccinale.

Draghi: "L'ora più buia ma si vede la fine"

"Ci troviamo tutti di fronte, in questi giorni, a un nuovo peggioramento dell’emergenza sanitaria", ha detto il premier Mario Draghi in un videomessaggio. E ancora: "Ognuno deve fare la propria parte nel contenere la diffusione del virus. Ma soprattutto il governo deve fare la sua. Anzi deve cercare ogni giorno di fare di più. La pandemia non è ancora sconfitta, ma si intravede, con l’accelerazione del piano dei vaccini, una via d’uscita non lontana. Ringrazio i cittadini per la loro disciplina e la loro infinita pazienza. E voglio cogliere questa occasione per mandare a tutti un segnale vero di fiducia. L’impegno di tutti impone al governo di moltiplicare ogni sforzo. Il nostro compito, e mi rivolgo a tutti i livelli istituzionali, è quello di salvaguardare con ogni mezzo la vita degli italiani, ogni vita conta. Dobbiamo compiere scelte meditate, ma rapide". E Draghi ha dato un segno della direzione che il nuovo piano vaccino prenderà, una direzione che non sarà legata – come qualcuno temeva – alle sole fasce di età. Anzi. "Nel piano di vaccinazioni, che nei prossimi giorni sarà decisamente potenziato – ha detto il premier – si privilegeranno le persone più fragili e le categorie a rischio. Aspettare il proprio turno è un modo anche per tutelare la salute dei nostri concittadini più deboli". Questo significa che parallelamente alla prosecuzione della vaccinazione degli ultraottantenni, del personale sanitario e degli ospiti delle Rsa si lavorerà per proteggere i malati cronici (che saranno vaccinati con Pfizer e Moderna), i disabili e i loro familiari e di tre categorie la cui vaccinazione è già iniziata: le forze dell’ordine e le forze armate, il personale della scuola, il personale e i detenuti delle carceri. E poi si passerà agli ultrasettantenni, che – alla luce della circolare firmata ieri dal ministro Speranza – potranno essere vaccinato con AstraZeneca.  

L'Italia si colora di rosso-arancio

Intanto, ieri, sono scattate le nuove ordinanze del ministro Speranza che hanno portato la Campania in zona rossa, Friuli Venezia Giulia e Veneto in zona arancione. Zona rossa anche per i comuni della Ausl Romagna, e cioè tutti quelli delle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, territori già in arancione scuro fatta eccezione per il Forlivese, anch'esso in rosso da oggi. In zona rossa si trovano dunque Campania, Molise, Basilicata. In zona arancione: Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Abruzzo, Piemonte, Emilia Romagna, Piemonte, Umbria, Toscana, province autonome di Bolzano e Trento. In zona gialla - sempre più marginale nella mappa delle zone Covid in Italia - Lazio, Liguria, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d'Aosta. Unica regione in zona bianca la Sardegna.

Lombardia zona arancione rafforzato, crescono i ricoveri

In lombardia, ieri, 22.996 tamponi effettuati è stato di 2.301 il numero di nuovi casi positivi al coronavirus, una percentuale quindi del 10% (ieri era il 10,3). Restano in crescita i ricoveri; i pazienti in terapia intensiva sono 597 (24 più di ieri) e negli altri reparti arrivano a 5,200 (+142). Sono invece 52 i decessi, che portano il totale da inizio epidemia a 28.790. Per quanto riguarda le province, 676 casi sono stati segnalati a Milano, 485 a Brescia, 309 a Monza, 199 a Bergamo, 152 a Como, 85 a Varese, 84 a Cremona, 65 a Sondrio, 63 a Lecco, 62 a Mantova, 43 a Pavia e 36 a Lodi.