Sanitari impegnati nel reparto Covid a Padova (foto Fb Bertamini)
Sanitari impegnati nel reparto Covid a Padova (foto Fb Bertamini)

 Non comprenderanno mai il problema i no vax, nemmeno di fronte all'evidenza dei fatti

E' l'amaro sfogo affidato ai social dopo un turno di lavoro estenuante da Francesca Bertamini, anestesista rianimatrice nell’azienda ospedaliera dell’Università di Padova. Nel lungo post pubblicato su Facebook, Francesca racconta la battaglia quotidiana per strappare al virus i ricoverati e quella con i no vax e loro familiari che, pure di fronte all'evidenza, rivendicano la libertà di scegliere se vaccinarsi. "Di ritorno da una lunga guardia in rianimazione Covid - scrive l'anestesista rianimatrice -, stanca come tutti i volti dei professionisti che ho incontrato oggi, con i segni delle mascherine FP3 sul volto e lo sguardo disidratato dalle tute bianche. Ho telefonato ad un padre per informarlo delle condizioni di suo figlio No vax. Sono stata aggredita perché 'la loro è una libertà di scelta personale, non si sa nemmeno cosa c’è nel vaccino'. Forse non si rende conto che suo figlio è quasi morto ed è stato salvato dalla professionalità di decine di 'punturati' e da migliaia di euro di decine e decine farmaci di cui certamente non conoscerà la composizione". 

No vax padre e figlio, pure di fronte alla gravità della malattia. E non si tratta di un caso isolato, come sottolinea ancora Bertamini: "Non comprenderanno mai il problema i no vax, nemmeno di fronte alla evidenza dei fatti. Un altro paziente appena svegliato dal coma, estubato con gran difficoltà dopo giorni di sedazione per permetterne la ventilazione, ci accusava (con il filo di voce che gli rimane) di averlo sequestrato e che lui è libero di andarsene. Sorrido ad immaginarmi la scena mentre arranca in corridoio cercando di uscire, privo di forze, distrutto dal Coronavirus, privo di ossigeno mentre inneggia alla sua libertà. E pensare - conclude amaramente il post - che se non ci fossero i no vax ricoverati da noi, la rianimazione sarebbe vuota e le sale operatorie continuerebbero a funzionare per salvare chi ne ha bisogno".