Portuali Trieste, manifestazione no Green pass
Portuali Trieste, manifestazione no Green pass

Trieste, 17 ottobre 2021 - Migliaia di persone sono radunate all'ingresso del Molo VII del porto di Trieste, dove da venerdì si tiene il presidio contro l'obbligo del Green pass. In attesa dell'inizio della conferenza stampa dei portuali, dalla folla si alzano cori e slogan come "no green pass" e "la gente come noi non molla mai". Intanto gli organizzatori invitano la folla che si accalca ad indietreggiare per evitare un intervento della polizia. "Proseguiremo ad oltranza. Le mobilitazioni e i presidi al varco 4 nascono da varie categorie lavorative e genitori. Tutti questi, con il Coordinamento del No green pass si assumono responsabilità di questa battaglia per la libertà di tutti contro questo ulteriore ricatto". Ha annunciato una portavoce del Coordinamento No Green pass Trieste. Intanto si registra una netta spaccatura tra i lavoratori, sarebbero rimasti in pochi a favore dello sciopero iniziato venerdì scorso. Molti meno rispetto alle decine che inizialmente avevano sostenuto la battaglia guidata da Stefano Puzzer.

Intanto, secondo quanto riportano le fonti presenti sul posto, potrebbe arrivare già domani mattina, lunedì 18, l'epilogo della protesta dei no green pass al porto di Trieste, stremato da giorni in cui le attività sono rallentate e l'immagine dello scalo internazionale, prima in piena salute, si è appannata agli occhi del mondo. La prefettura e l'Autorità Portuale ritengono non più tollerabile l'occupazione del varco 4, anche se il sindacato CLPT garantisce che resistera' fino al 20 ottobre e il coordinamento no vax cittadino va oltre, annunciando di voler restare "a oltranza". La liberazione del porto è stata invocata anche da Cgil, Cisl e Uil. 

Puzzer tra lacrime e tensione: "Noi uniti, non molliamo"

"Non siamo dei traditori, siamo qui da quattro giorni mettendoci la faccia. Altri, e non sono i giornalisti, stanno mettendo in giro falsità". Stefano Puzzer, il portavoce del Clpt, riprende il microfono e cerca anche di riportare ordine nella piazza chiedendo che la manifestazione sia "pacifica" dopo qualche momento di tensione. "Non ritiro le dimissioni, il presidio continua" ha aggiunto Puzzer prima di scoppiare in lacrime. "Abbiamo deciso insieme, tutti i portuali e i lavoratori di Trieste, che il presidio va avanti fino al 20 ottobre. La riunione del 30 a Roma è solo un'opportunità, ma la gente non ha intenzione di mollare". precisa in un video Puzzer. "Riguardo alle mie dimissioni - ha aggiunto -, sono dovute al fatto che non è giusto che le responsabilità di portare avanti il presidio fino al 20 ricada sul Clpt. Questa responsabilità ricade su tutti i portuali in generale, e io sarò il loro portavoce. Noi fino al 20 saremo qui in presidio, non si molla niente. Scusatemi se ho fatto qualche errore, ma un errore in 5 giorni può capitare a tutti", ha aggiunto Puzzer facendo riferimento al comunicato, poi rettificato, in cui si annunciava il ritorno a lavoro.

I sindacati: "Si liberi il porto"

"Il forte legame tra il porto, i suoi lavoratori e la città non può e non deve essere compromesso da persone che con il porto non hanno nulla a che fare. Il risultato sindacale dà una risposta di solidarietà tra i lavoratori del porto e indica una possibile soluzione anche per altri lavoratori". È quanto si legge in una nota congiunta di Cgil, Cisl e Uil in merito alla protesta dei portuali di Trieste. Per i sindacati "ci sono molti lavoratori portuali che in questi giorni hanno scelto di lavorare e garantire con grande responsabilità e senso di appartenenza l'indispensabile continuità operativa, parlando con dignità alla città e all'autorità portuale. Le legittime manifestazioni di dissenso - aggiungono Cgil Cisl e Uil - devono essere garantite, ma non possono impedire ad un porto e ad una città di continuare a generare reddito e prospettive per il futuro. Quelle persone che hanno dimostrato solidarietà a quei lavoratori portuali in presidio facciano un passo in avanti e liberino il porto e quei lavoratori da un peso e una responsabilità che non hanno. Non si esasperi questa situazione perché, nel rispetto di tutte le idee, chiediamo che la maggioranza non sia ostaggio di una minoranza".