Milano, 28 luglio  - Da nord a sud si mobilita il popolo dei "no Green pass" ma senza grandi numeri e soprattutto senza riempire le piazze. In 12 città, da Trento a Palermo, altrettante fiaccolatedi protesta contro la decisione del Governo che dal 6 agosto prossimo ha reso obbligatorio il certificato  verde per una serie di attività a rischio assembramento nonché per i locali al chiuso. Al grido di "libertà" e "Green pass misura dittatoriale", imbracciando cartelli con la scritta "Noi siamo gli yes freedom", i  partecipanti hanno espresso il loro dissenso nei confronti delle misure adottate dal governo per contenere i contagi. Le fiaccolate, svolte in contemporanea a Roma, Milano, Torino, Bologna e Padova, sono state organizzate dal "Comitato libera scelta", una onlus composta da liberi cittadini che su Facebook si definisce "apartitica, apolitica, aperta a chiunque intenda sostenere la piena libertà di scelta in materia sanitaria".

A Roma

All'evento di Roma, in piazza del Popolo, un migliaio di persone si è riunito dietro lo striscione "Uniti per la libertà di scelta, contro ogni discriminazione". Hanno annunciato la loro presenza anche alcuni parlamentari via web, tra cui i leghisti Bagnai, Siri, Borghi e Pillon, l'ex M5S Paragone e Vittorio Sgarbi, finito oggi al centro di una polemica per l'incarico di commissario alle Belle arti assegnatogli dal comune di Codogno, prima zona rossa d'Italia. Gli organizzatori hanno incassato l'appoggio di Paolo Becchi, l'ex ideologo del Movimento che si è allontanato da Grillo nel 2015, che ha postato un video sulla pagina Fb del Comitato. A sostenere l'evento anche Red Ronnie, che però non ha partecipato materialmente alle fiaccolate. Per tutta la giornata sono stati svolti controlli ai caselli per scongiurare la presenza di "infiltrati" di movimenti e gruppi, dall'estrema destra agli antagonisti alla manifestazione romana. Una iniziativa che si lega al monito del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, che ha annuciato di seguire con molta attenzione le iniziative dei "No Green Pass" affidando i controlli anche a Digos e Scientifica. 

A Milano

Tre le manifestazioni tenute oggi nel capoluogo meneghino. Oltre la fiaccolata in piazza della Scala, nel pomeriggio circa una cinquantina di persone si è riunita in piazza Fontana. Per il comitato ''Liberi di scegliere'', il nuovo idolo è Giuseppe De Donno, l'ex primario di pneumologia dell'ospedale Carlo Poma  di Mantova che per primo l'anno scorso aveva iniziato la cura del Covid con le trasfusioni di plasma iperimmune, suicidatosi ieri. Diversi, infatti, i tributi e le dediche riservate al medico, definito "un eroe che ha nobilitato la medicina nel periodo più buio". Ma non sono mancanti i cori contro i giornalisti. 

A Torino

Una manciata di manifestanti si è data appuntamento in piazza Castello, a Torino, dove si è tenuto un presidio. "Figliuolo, Draghi, Speranza, Burioni, Bassetti giù le mani dai nostri figli", recita lo striscione esposto. Per i manifestanti  scesi in piazza, il Covid  è soltanto "un'influenza più aggressiva delle altre", mentre "il vaccino fa male e uccide". 

A Bologna

La manifeastazione più affollata a Bologna dove in circa 200 si sono dati appuntamento in piazza Galvani. La protesta è iniziata con un coro netto: " no green pass" e contro il vaccino, definito "iniezione sperimentale", come "unica cura possibile": un atto di "disonestà intellettuale e di malafede". Per questo la piazza arriva a condividere, a suon di "libertà, libertà" gridato all'unisono, il pensiero secondo cui vaccino e green pass sarebbero il "seme del nuovo nazismo che avanza e serpeggia". La piazza applaude sotto gli occhi della polizia e dei passanti.