La pm Alessandra Dolci
La pm Alessandra Dolci

Lonate pozzolo (Varese), 5 luglio 2019 - «L’aspetto  preoccupante di questa vicenda è che la situazione rispetto a 10 anni fa sembra immutata. Anzi la fama criminale, alimentata dalla violenza, è riconosciuta dai cittadini che spesso si rivolgono ai clan. La gente non denuncia o se lo fa se ne pente subito dopo». Amara la constatazione del capo della Direzione distrettuale antimafia, Alessandra Dolci, sul modo in cui le cosche fra Milanese e Varesotto continuano a esercitare il potere, basato su consenso sociale e controllo della politica. I 34 arresti arrivano a dieci anni dall’operazione “Infinito” che svelò in via definitiva la ramificazione delle ‘ndrine in Lombardia, con duecento arresti.

A riprendere il “lavoro” interrotto con manette e condanne, sono i protagonisti della stessa stagione, usciti dal carcere. «Nonostante inchieste come “Infinito” e “Bad Boy”, arresti e operazioni, la cosca non sembra essere stata scalfita», prosegue la magistrata. In questo quadro desolante, però, c’è un’eccezione positiva: il ruolo di un imprenditore che non solo ha denunciato le pressioni, ma ha anche deciso di andare avanti col suo progetto, che la cosca aveva tentanto di bloccare. «Nella volontà ossessiva per l’acquisizione di terreni per fare parcheggi intorno all’area di Malpensa - ha detto il pm antimafia Alessandra Cerreti – c’è l’atteggiamento spontaneamente collaborativo di un imprenditore che non si piega». «Una nota di speranza», conclude Aessandra Dolci.