Milano, 4 dicembre 2020 - E' finalmente stato firmato l'attesissimo Dpcm di Natalein vigore da oggi, venerdì 4 dicembre, a venerdì 15 gennaio. Giovedì sera, il premier Giuseppe Conte ha illustrato le nuove misure per l'emergenza Covid-19 durante una diretta da Palazzo Chigi: il Governo sceglie la linea dura e continuerà ad applicare il principio delle “Regioni colorate”Tra le indicazioni da seguire, quella che sta creando maggiori polemiche riguarda gli spostamenti: dal 21 dicembre al 6 gennaio sono vietati quelli da una Regione all’altra, anche per raggiungere le seconde case. Mentre, il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio sono vietati anche gli spostamenti da un Comune all’altro​.

Fontana: "Il 19-20 dicembre si rischia fuga dal Nord"

Molto preoccupato il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana. "Il 19 e il 20 dicembre, ovvero l’ultimo week end in cui si può partire prima delle festività natalizie rischiamo di rivivere quello che successe nella notte fra il 7 e l′8 marzo”, ha detto a Mattino 5 rispondendo alla domanda se teme una nuova ‘fuga dal Nord’.  “Il rischio è proprio quello - ha sottolineato il presidente  -. Proprio perché oggi possiamo prevederlo, dovremo cercare di attrezzarci perché ci sia particolare attenzione nelle stazioni, negli aeroporti e da tutti i luoghi da cui la gente potrebbe partire. Bisognerà parlare con le Prefetture e con le forze dell’ordine per evitare che si creino più danni che lasciare la libertà a tutti di circolare nel periodo natalizio”.  Secondo Fontana, la parte del nuovo Dpcm in cui "si impedisce il passaggio da comune a comune" nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno "è una limitazione discriminante, nei confronti di chi vive in un piccolo comune ma anche di quelle attività commerciali, ristoranti, bar che se si trovano in un piccolo comune non hanno la possibilità di ricevere ospiti rispetto a quelli che si trovano in una grande città e questa possibilità ce l'hanno". "Questa valutazione soprattutto l'abbiamo fatta nei confronti dei tanti anziani che magari non hanno la possibilità di incontrare i propri cari nelle festività natalizie. Questo è l'aspetto sul quale abbiamo puntato le nostre critiche", ha aggiunto.

La richiesta al Governo

Nel frattempo, la speranza di Fontana, e di tutti i presidenti di Regione, è che possa intervenire il Parlamento. Che si possa trovare un momento ed un modo per consentire ai parlamentari di modificare il decreto legge varato dal Governo nella notte tra mercoledì e giovedì ed eliminare il divieto di spostamento in un Comune diverso da quello di residenza nei giorni di Natale e Capodanno, per l’esattezza nei giorni del 25 e 26 dicembre e del primo gennaio. Una richiesta che trova d'accordo anche il virologo Fabrizio Pregliasco. Non solo una speranza, quella dei governatori, ma una richiesta unanimemente avanzata al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ieri pomeriggio, durante l’incontro tra Governo e Regioni. Una richiesta poi ufficializzata da Fontana nel corso del punto stampa convocato a Palazzo Lombardia dopo l’incontro. Critico su tutta la linea, il governatore lombardo. Critico non solo sul contenuto del decreto ma anche sulla forma con la quale è stato adottato dal Governo. "Leggere un Decreto Legge a sorpresa che impedirà, il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio, lo spostamento dei cittadini fra Comuni della stessa regione anche solo per andare a visitare genitori e figli, mentre si discute di un decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri che non ha recepito nessuna delle indicazioni offerte dalle Regioni, è un fatto lunare – ha attaccato il presidente della Lombardia nel primo pomeriggio –. Un fatto in perfetta contraddizione con le dichiarazioni sulla leale collaborazione fra Stato e Regioni". Limitazioni, chiarisce ancora il governatore lombardo, "arrivate con un decreto legge sul quale noi non possiamo intervenire: siamo costretti ad accettare quello che avremmo dovuto concordare". Nell’attesa di capire se il decreto legge sarà o no modificato, una certezza sembra esserci: "Se l’andamento dei dati dovesse rimanere questo, la Lombardia, secondo l’automatismo stabilito dal Governo, entrerà in zona gialla dall’11 dicembre". Il passaggio dovrà essere ratificato da una ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Congiunti e spostamenti: la guida

Gli spostamenti nel Natale al tempo del Covid

Fontana: "Giusto riaprire scuole, ma serve piano trasporti"

Secondo il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana in vista della riapertura dei licei dal 7 gennaio bisogna "concentrarsi" sui trasporti pubblici. "È dal 4 maggio - ha detto Fontana a Mattino 5 - che chiedo al Governo un piano per dilazionare nell'arco della giornata l'inizio della scuola e delle attività lavorative. Bisogna preparare un piano che consenta di evitare che ci siano delle ore di punta durante le quali i mezzi pubblici vengono presi d'assalto, dato che in certi casi è impossibile aumentare il numero dei mezzi". L'auspicio del governatore è che "in questi 15 giorni si possa riprendere in mano questo discorso e riuscire ad evitare ogni tipo di assembramento». «In fondo - ha concluso - è giusto che si ricominci a mandare i ragazzi a scuola. È una di quelle situazioni che dovranno convivere con il virus finché non sarà diffuso il vaccino su tutta la popolazione".