Latina - E' morto lo scrittore Antonio Pennacchi, 71 annivincitore del Premio Strega nel 2010. Ha accusato un malore improvviso, probabilmente un infarto, mentre si trovava nella sua abitazione di Latina, mentre stava parlando al telefono. La moglie ha subito chiamato i soccorsi ma non c'è stato nulla da fare. 

Pennacchi, ex operaio laureato in Lettere alla Spaienza di Roma, intraprende la carriera di scrittore negli anni '90. La sua opera di maggior successo è 'Canale Mussolini', romanzo sulla bonifica dell'Agro Pontino che gli è valso il Premio Strega 2010. Un libro dai forti tratti autobiografici, per lui discendente di coloni giunti nel Lazio proprio per bonificare quelle terre. E fortemente autobiografico è 'Il fasciocomunista', romanzo del 2003 in cui ripercorre le sue travagliate militanze politiche, cominciate con l'Msi per poi passare alla sinistra, dai maosti del movimento sessantottino al Psi e poi al Pci. Da 'Il fasciocomunista' è stato tratto nel 2007 il film di Daniele Lucchetti 'Mio fratello è figlio unico', con Elio Germano, Riccardo Scamarcio e Luca Zingaretti.

Pensatore libero e spesso controcorrente, Pennacchi ha avuto diverse 'fasi' anche nella sua vita sindacale: iscritto alla Cgil, ne viene espulso e si iscrive quindi alla Uil, che lascia per iscriversi nuovamente alla Cgil dalla quale viene espluso per la seconda volta. 

Tra i primi messaggi di cordoglio per la morte di Antonio Pennacchi, quello del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: "Ci lascia un grande scrittore, un intellettuale libero, schietto e irriverente. Ha raccontato con grande passione un pezzo della nostra terra e della nostra storia". Damiano Coletta, sindaco del capoluogo pontino, ha detto che "Latina perde un uomo che ha raccontato la storia della nostra città e l'ha saputa rendere alla portata dell'intero Paese".