Vaccinazione
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Da gennaio ad oggi i decessi per coronavirus nelle residenze sanitarie assistenziali sono significativamente calate grazie alla vaccinazione contro il virus. È quanto emerge dal rapporto dell’Osservatorio Epidemiologico della Regione Lombardia, relativo ai primi tre mesi dell’anno in corso. Se si riporta su un piano cartesiano l’evoluzione dei decessi lungo il primo trimestre del 2021 e il progredire della somministrazione del siero, il risultato che si ottiene è una “x“. Sì, perché la curva dei decessi procede verso il basso, mentre quella delle vaccinazioni procede verso l’alto. Un fatto incoraggiante se si considera che la pandemia ha provocato nelle rsa lombarde almeno 700 morti, stando alle cifre ufficiali, e se si considerano anche i dubbi sull’opportunità della vaccinazione inevitabilmente indotti dalle sospensioni passate ed attuali del siero prodotto da Astrazeneca e da Johnson&Johnson. Per quanto riguarda la campagna vaccinale, al 4 aprile – come si legge nello studio – l’88,3% degli ospiti delle RSA lombarde aveva ricevuto entrambe le dosi previste. Il 70% delle case di riposo presenti in regione aveva, sempre alla data del 4 parile, un livello di vaccinazione superiore al 90% dei propri assistiti.

Entrando nel dettaglio del rapporto, al primo gennaio del 2021 nelle rsa lombarde si contavano 47.199 ospiti, il 66% dei quali, 30.971 in tutto, sopra gli 85 anni, altri 11.514 tra i 74 e gli 85 anni, pari al 24% del totale, e i restanti 4.714 sotto i 75 anni. Nella prima settimana di gennaio si sono avuti 73 decessi e la settimana successiva si salì a 76 a fronte di una campagna vaccinale che a quel punto aveva coinvolto il 42,5% degli ospiti. Dalla seconda settimana di gennaio all’ultima di marzo non si sono più registrati incrementi: il numero di decessi è andato continuamente calando. E in modo significativo, fino ai 3 decessi dell’ultima settimana di marzo. Stessa sorte hanno seguito le segnalazioni di focolai di contagio inviate alle Agenzie di Tutela della Salute (ATS) dalle case di riposo: nelle due settimane comprese tra il 23 marzo e il 6 aprile non ne sono state trasmesse. Ancora, se si confrontano i decessi avvenuti nei primi tre mesi del 2021 nelle RSA lombarde e il tasso specifico di mortalità rilevato negli stessi tre mesi tra il 2017 e il 2019, se ne conclude, stando al report dell’Osservatorio, che per il 2021 non emerge un eccesso di mortalità. Non in questa prima parte dell’anno.

Un rapporto, quello firmato dall’Osservatorio Epidemiologico della Regione, che ha convinto la Giunta a lavorare alla stesura di un protocollo che consenta e disciplini le visite dei famigliari degli assistiti all’interno delle RSA lombarde. Un protocollo che, stando alle anticipazioni, dovrebbe vedere la luce nel giro di poche settimane. A confermarlo, ieri, è stata Letizia Moratti, vicepresidente della Regione con delega al Welfare: "Non si riscontra un eccesso di mortalità per l’anno 2021, è questa la notizia più bella c he potessimo avere per i nostri nonni. Si tratta – prosegue la Moratti – di uno straordinario risultato per le residenze per anziani dove in molte strutture abbiamo oggi zero contagi. Un risultato straordinario grazie anche alla campagna vaccinale prioritaria verso le RSA. A breve sarà definito un protocollo per aprire alle visite dei parenti in tutta sicurezza". Da parte sua Luca Degani, presidente lombardo di Uneba, l’associazione che rappresenta i gestori delle RSA, torna a rimarcare le condizioni critiche in cui versa il settore: "Registriamo perdite pari ad un milione di euro al giorno, a fronte di un calo di ospiti che oggi si traduce in una occupazione del 20% di posti letto. Ora che la maggior parte degli ospiti e degli operatori sono stati vaccinati, e il contagio e la mortalità sono stati abbattuti speriamo in una ripresa delle RSA, anche grazie alla definizione di un percorso economico di ristoro che chiediamo alla Regione Lombardia".
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