Le forze dell’ordine in un cantiere edile dopo un infortunio
Le forze dell’ordine in un cantiere edile dopo un infortunio

Milano, 11 ottobre 2018 - È sempre allarme rosso, soprattutto in Lombardia, per gli incidenti sul lavoro. I numeri, resi noti dall’Inail e riferiti al periodo gennaio-luglio 2018 in rapporto allo stesso periodo dell’anno precedente, purtroppo lo confermano. Malgrado le normative sempre più stringenti e i controlli sul territorio, a livello regionale gli infortuni sono aumentati in termini assoluti, nei sette mesi considerati, dello 0,5% rispetto al 2017 (71mila 749 contro 71mila 376) con un’incidenza particolarmente preoccupante per quelli mortali: 83 in tutto, 4 in più di un anno fa.

«Ma la situazione è in peggioramento – dichiara Franco Bettoni, bergamasco, presidente dell’Associazione Nazionale mutilati e Invalidi del lavoro che ha elaborato i dati –. Soltanto nell’ambito orobico abbiamo già raggiunto con settembre il triste bilancio di 15 vittime: erano 11 a fine luglio. E a Milano, nei primi sette mesi considerati, siamo passati dalle 21 del 2017 a 26; a Mantova da 4 a 8. Il dato lombardo parla di 83 decessi a fronte dei precedenti 79. Tirare le somme dell’intero anno nel prossimo dicembre potrebbe risultare drammatico». Il trend della Lombardia è, almeno parzialmente, controcorrente, comunque, rispetto a quello nazionale: in Italia, infatti, gli incidenti nei luoghi di lavoro sono diminuiti, pur se in misura molto ridotta: -0,3%. «Siamo di poco al di sotto di quota 380mila nella parte dell’anno – puntualizza Bettoni – cioè, in media, più di 1.800 infortuni al giorno. Conteggiamo, giustamente e doverosamente, i morti; non dimentichiamoci, però, di chi porterà in maniera permanente, sul proprio corpo, conseguenze gravi o gravissime. Sono tragedie, personali e familiari, devastanti».

Eppure, anche secondo l’Anmil, il nostro Paese è dotato di leggi all’avanguardia e di meccanismi di vigilanza che, pur con tutte le difficoltà di risorse e organici, funzionano: «Abbiamo voluto ribadire anche al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Santo Padre, negli incontri per il nostro anniversario – osserva il presidente nazionale dell’Anmil, che oggi conta circa 320mila iscritti – che occorre, a tutti i livelli istituzionali, un impegno forte e condiviso per una sensibilizzazione diffusa sui temi della prevenzione di infortuni e malattie professionali. In questo momento, in particolare, l’attenzione deve essere massima in quei settori, come l’industria e la manifattura, nei quali alla ripresa economica e produttiva sta facendo da contrappunto un nuovo inasprimento dei due fenomeni».