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5 mag 2022

Mascherine obbligatorie al lavoro: aziende e uffici pubblici. Le regole

Il mondo del privato segue la linea della prudenza mantenendo in vita il Protocollo sulle misure per il contrasto e il contenimento del Covid

Dipendenti con la mascherina
Dipendenti con la mascherina

Frenata sulla fine delle restrizioni anti Covid, ma non dappertutto. Se infatti le mascherine restano ancora obbligatorie per i lavoratori del settore privato - dai negozi agli uffici fino alle catene di montaggio - almeno fino al 30 giugno, non è altrettanto vero per chi lavora nella Pubblica amministrazione dove la mascherina è solo raccomandata anche se si tratta di un ufficio a contatto con il pubblico. Aziende e sindacati hanno infatti scelto la massima cautela prorogando il Protocollo  sulle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del Covid già sottoscritto da governo e parti sociali il 6 aprile 2021. Il documento prevede l’obbligo di mascherina, mentre il ministero della Pa, ispirandosi all’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, con la sua circolare l’ha raccomandata in determinate circostanze. Il mondo del privato ha dunque scelto - in base anche all’andamento della curva dei contagi  - una linea più rigida rispetto anche alle norme nazionali che, se da una parte hanno eliminato le mascherine in bar e ristoranti palestre, ne ha confermato l’obbligatorietà fino al 15 giugno in altri posti al chiuso come trasporti, cinema, teatri, spettacoli ed eventi sportivi al chiuso. Ma vediamo tutto nel dettaglio.

Ma vediamo tutto nel dettaglio 

Mascherine obbligatorie fino al 15 giugno, ecco dove: l'ordinanza

Le aziende

Dopo la conferma del Protocollo di sicurezza sulle misure anti Covid varato ad aprile 2020 e rinnovato un anno fa, con l'impegno ad aggiornarlo entro giugno alla luce delle disposizioni nazionali e dell'andamento della pandemia, la mascherina dunque rimane obbligatoria in tutti i luoghi di lavoro, anche all’aperto. Secondo quanto prevede il testo, confermato da sindacati e ministeri, "in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all'aperto, è comunque obbligatorio l’uso delle mascherine chirurgiche o di dispositivi di protezione individuale di livello superiore". La mascherina dunque "non è necessaria nel caso di attività svolte in condizioni di isolamento". Al lavoro è sufficiente la mascherina chirurgica, e non è necessaria la FFP2. Come si legge nel Protocollo, “sono considerati dispositivi di protezione individuale (DPI) le “mascherine chirurgiche”. Confermate anche tutte le misure di protezione previste: le mascherine continueranno ad essere fornite dai datori di lavoro come Dispositivo di Protezione Individuale e anche le altre misure presenti dovranno essere rispettate, così come i Comitati Aziendali o territoriali/settoriali continueranno a svolgere un importante ruolo attivo. Restano in vigore anche le altre regole sui luoghi di lavoro per la prevenzione e gestione Covid. L’azienda è tenuta ad assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago. E’ obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani e l’azienda mette a disposizione idonei e sufficienti mezzi detergenti per le mani.

Uffici pubblici

Lo scorso 29 aprile il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha firmato una circolare ispirandosi all’ordinanza del collega Speranza del giorno prima che senza disciplinare l’uso del dispositivo nel mondo del lavoro aveva raccomandato genericamente la mascherina nei luoghi al chiuso e in quelli aperti al pubblico. Secondo il docuemnto è raccomandata la Ffp2 per la pubblica amministrazione in alcuni casi specifici. Ecco quali sono:

- per il personale che si trovi a contatto con il pubblico (sportello) e che sia sprovvisto di altre idonee barriere protettive;
- per il personale che svolga la prestazione in stanze in comune con uno o più lavoratori, anche se si è solo in due, salvo che vi siano spazi tali da escludere affollamenti;
- nel corso di riunioni in presenza;
- nel corso delle file per l’accesso alla mensa o altri luoghi comuni (ad esempio bar interni, code per l’ingresso in ufficio);
- per coloro che condividano la stanza con personale cosidetto “fragile”;
- in presenza di una qualsiasi sintomatologia che riguardi le vie respiratorie;
- negli ascensori:
- in ogni caso in cui, anche occasionalmente, si verifichi la compresenza di più soggetti nel medesimo ambiente.

Per i clienti la mascherina è invece soltanto "raccomandata" ma non c’è più obbligo.

Mascherine, le regole per tutti

Il mondo del privato ha dunque scelto - in base anche all’andamento della curva dei contagi  - una linea più rigida rispetto a quanto previsto dalla Pubblica amministrazione e anche dalle norme nazionali che, se da una parte hanno eliminato le mascherine in bar e ristoranti palestre, ne ha confermato l’obbligatorietà fino al 15 giugno in altri posti al chiuso come trasporti, cinema, teatri, spettacoli ed eventi sportivi al chiuso. Ecco le regole:

MEZZI DI TRASPORTO - Per l'accesso ai seguenti mezzi di trasporto e per il loro utilizzo: aeromobili adibiti a servizi commerciali di trasporto di persone; navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale; treni impiegati nei servizi di trasporto ferroviario passeggeri di tipo interregionale, Intercity, Intercity Notte e Alta Velocità. Ma anche autobus adibiti a servizi di trasporto di persone, ad offerta indifferenziata, effettuati su strada in modo continuativo o periodico su un percorso che collega più di due regioni ed aventi itinerari, orari, frequenze e prezzi prestabiliti; autobus adibiti a servizi di noleggio con conducente;  mezzi impiegati nei servizi di trasporto pubblico locale o regionale; mezzi di trasporto scolastico dedicato agli studenti di scuola primaria, secondaria di primo grado e di secondo grado. Niente mascherina, invece, per le funivie.

SPETTACOLI AL CHIUSO, CINEMA E TEATRI -  Per gli spettacoli aperti al pubblico che si svolgono al chiuso in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali assimilati, nonché per gli eventi e le competizioni sportive che si svolgono al chiuso.

STRUTTURE SANITARIE E RSA È altresì fatto obbligo di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie ai lavoratori, agli utenti e ai visitatori delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali, ivi incluse le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistite (RSA), gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti, e comunque le strutture residenziali di cui all'articolo 44 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017.

SCUOLA -  Nessuna novita' nelle scuole rispetto a quanto gia' stabilito il mese scorso: prorogato l'obbligo di mascherine, chirurgiche o di maggiore efficacia protettiva, fino alla conclusione dell'anno scolastico 2021-2022.

CHIESA - Le mascherine sono raccomandate dai vescovi anche a messa e per le celebrazioni in chiesa.

NEGOZI, CENTRI COMMERCIALI, SUPERMERCATI E RISTORANTI -  Le nuove norme consigliano poi di avere sempre a disposizione il dispositivo di protezione pronto ad essere indossato in caso di affollamento per esempio nei negozi o nei centri commerciali.

Quando finiranno le restrizioni

Verso metà giugno ci sarà poi una nuova verifica sulla situazione epidemiologica in Italia e le possibili ricadute nel prossimo autunno, e si deciderà se prorogare la misura dell'obbligo delle mascherine sul lavoro ulteriormente (ora fino al 30 giugno) o mettere fine all’obbligo. Le federazioni aderenti a Confindustria, Confcommercio e Confesercenti avevano chiesto di continuare ad applicare i protocolli. Soddisfatti anche i sindacati, visto che il Protocollo ha permesso di garantire la tutela dei lavoratori e reso i posti di lavoro luoghi più sicuri e protetti dal pericolo di contagio.

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