Milano, 17 gennaio 2021 - La Lombardia si sveglia, ancora una volta, in zona rossa. Sabato sera, infatti, ministro della Salute Roberto Speranza, ha firmato la nuova ordinanza sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di regia, ​che entra in vigore da oggi, domenica 17 gennaio. La durata di questo nuovo regime normativo sarà fino al 31 gennaio. Una variazione del colore della regione potrebbe essere annunciata — se i parametri lo permetteranno — venerdì 29 gennaio, per entrare in vigore poche ore più tardi. In zona rossa anche la Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano. 

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L'ordinanza ministeriale

Fontana: "Una punizione". E la Moratti fa un ultimo appello

Una stretta che "non ci meritiamo", ha detto subito il presidente della Regione Attilio Fontana che ha parlato di "punizione".  Mentre, l’assessore al Welfare Letizia Moratti ha tentato un ultimo appello a sospendere l'ordinanza "con effetto immediato" e rivedere "i criteri dei tecnici ministeriali". "Chiedo al Ministro Speranza - ha spiegato Moratti - la revisione dei criteri da parte dei tecnici ministeriali in quanto ci sono ben altre regioni con rischi superiori a quelli della Lombardia non collocate in zona rossa". E ancora: "Sollecito il Ministro Speranza a valutare la reale situazione, perché in altre regioni del Paese il rischio di contagiosità è palesemente superiore a quello lombardo. Si tratta di una pericolosa sottovalutazione, come  attesta il dato aggiornato dell'incidenza dei positivi al Covid in quest'ultima settimana, che espone la popolazione di quelle regioni a un rischio di propagazione dell'infezione più marcato di quello lombardo".

Regione Lombardia fa ricorso, ecco i motivi

La Regione presenterà così ricorso al Tar del Lazio, lunedì. I motivi sui quali si fonderà il ricorso, il governatore Fontana li ha anticipati al ministro in una lettera venerdì, sempre per chiedergli di riconsiderare una valutazione "non coerente con i dati aggiornati dell’andamento epidemiologico" e nella quale "mi risulta disatteso il parere della Cabina di regìa". Allega, Fontana, un documento che riassume le osservazioni dei tecnici del Welfare. La prima riguarda l’Rt, l’indice di trasmissibilità del virus nel tempo calcolato in base alla curva dei casi giornalieri. L’ultima classificazione delle regioni, basata sul monitoraggio dei dati della settimana dal 4 al 10 gennaio, considera però "come riferimento un Rt-sintomi del 30 dicembre", vecchio di quasi venti giorni. E questo parametro, ragiona il governatore, è diventato più pesante con gli ultimi decreti, che hanno abbassato a 1,25 la soglia dalla quale scatta il rosso. È lo stesso motivo per il quale sindaco di Milano insiste che "Governo e Regione dovrebbero comunicare in modo univoco i dati sui quali vengono prese le decisioni", ma il fatto è che a calcolare l’Rt determinante per i passaggi di colore è un algoritmo utilizzato dall’Iss sui dati trasmessi quotidianamente dalla Regione. Proprio in base a questi numeri (a disposizione, a quanto si apprende, anche di Giuseppe Sala) i tecnici del Welfare osservano che i 13.469 nuovi positivi per data tampone scoperti in Lombardia dal 4 al 10 gennaio risultano in "leggerissima diminuzione" rispetto ai 13.721 della settimana precedente cui è ancorato l’Rt di 1,4 che ha determinato il rosso; oltretutto basato sulla data d’inizio sintomi, e non del tampone. La settimana prima (21-27 dicembre) i casi erano stati 10.920, dunque il balzo dell’Rt sintomi è "coerente" con quell’incremento di tremila a ridosso del Capodanno, mentre la settimana 4-10 gennaio sulla quale si fonda il resto del monitoraggio "ha visto un cambio di trend e la stabilizzazione dei nuovi casi". Il ragionamento dei tecnici lombardi, però, non si limita all’Rt: c’è un altro indicatore valorizzato da Ministero e Iss, l’incidenza (i nuovi casi) settimanale ogni centomila abitanti.

Nuovo lockdown per la Lombardia

Nonostante le parole del governatore Attilio Fontana e del neo assessore al Welfare LEtizia Moratti, per il momento, la Lombardia si trova a rivivere giorni di lockdown con bar e ristoranti chiusi, così come chiusi resteranno anche i negozi, fatti salvi quelli di alimentari, servizi e beni di prima necessità. Una nuova mazzata per l'economia lombarda. Secondo un'analisi di Confcommercio, solamente lo stop all'asporto dopo le 18 costerà la perdita di un ulteriore 50% di fatturato per i bar di Milano. E l'A.r.i.s.a., l'associazione regionale delle imprese della categoria fitness, stima che tra palestre e piscine è a rischio il 35% delle attività che valgono 17mila posti di lavoro.  

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