Il premier Conte e Milano deserta in zona rossa
Il premier Conte e Milano deserta in zona rossa

Milano, 11 gennaio 2021 - La Lombardia si avvicina a passi pesanti alla zona rossa.  "La scorsa settimana l'indice Rt ha avuto un improvviso innalzamento: abbiamo finito la settimana precedente a 1 e la scorsa settimana siamo passati a 1,24. Tenendo conto dei nuovi parametri introdotti dal governo poco prima di Natale, ci stiamo avvicinandosicuramente alla zona rossa" ha ammesso il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana. Per il governatore, "stiamo peggiorando in tutti i parametri: la situazione deve essere monitorata e tenuta sotto controllo con grande attenzione". "Mi auguro sempre che questi numeri si invertano, che l'indice Rt e quello dei ricoveri in ospedale si abbassino", si tratta di "un auspicio" e se "così non dovesse essere", la regione entrerà inevitabilmente "in zona rossa", ha concluso Fontana. Il repentino peggioramento arriva dopo mesi misure anti-Covid, in un costante stringersi e allargarsi delle maglie normative. Dall'inizio della seconda ondata la Lombardia è stata in zona rossa per oltre un mese (33 giorni), in arancione per 18 giorni e in giallo per l'esiguo tempo rimanente. Dallo scoccare del Dpcm del 4 novembre, che ha diviso l'Italia nelle ormai note fasce di colore, la Lombardia ha vestito il giallo per soli 13 giorni (due dei quali di "giallo rafforzato").

Un calendario in rosso-arancio

Con il decreto di novembre, frutto dell'impennata di contagi, la Lombardia è stata da subito collocata nella fascia a rischio più alto. In regione dal 6 novembre al 28 novembre sono state in vigore le regole della zona rossa. Dal 29 novembre la Lombardia è approdata in zona arancione (con la conseguente riapertura dei negozi), dove è rimasta fino al 12 dicembre. Solo il 13 dicembre - in virtù del costante miglioramento dei dati - è scattato l'atteso giallo. Misure che, però, sono durate ben poco. Dal 21 dicembre è partito il divieto di spostamenti tra regioni e dal 24 dicembre sono entrate in vigore le regole e i divieti del decreto delle feste. Dalla vigilia di Natale all'Epifania in Lombardia, come nel resto del Paese, è stato un valzer continuo tra rosso (giorni festivi e prefestivi) e arancio (in totale 4 giorni, 28-29-30 dicembre e 4 gennaio). Al termine delle feste, però, il quadro epidemiologico del Paese ha richiesto ulteriori limitazioni. Dal 7 al 10 gennaio è scattato il decreto-ponte, uniforme in tutta Italia: due giorni di giallo "rafforzato" e week-end in arancione, senza possibilità di spostamenti per visitare i parenti e gli amici (la deroga del Natale, concessa per due adulti e minori di14 anni). Infine la zona arancione fino al 15 gennaio, in attesa del nuovo Dpcm, che potrebbe tingere un'altra volta di rosso la quotidianità dei lombardi.

Confronto tra i dati del 6 novembre e i numeri di oggi

Nel primo giorno di lockdown in Lombardia, il 6 novembre, i nuovi casi giornalieri erano 9.934, circa un quarto dei 37.809 registrati a livello nazionale, con 131 decessi in solo giorno. Il rapporto positivi/tamponi era al 21,4% (contro il 17,7% di due giorni fa). L'altro indicatore della sofferenza degli ospedali lombardi era la crescita delle terapie intensive: +48 ricoveri per un totale di 570 posti letto occupati, mentre negli altri reparti si era arrivati a 245 nuovi ricoverati in 24 ore (in totale 5.563). Ieri, 10 gennaio, a fronte di 25.011 tamponi effettuati la Lombardia aveva accertato 3.267 nuovi positivi, con una percentuale del 13% tra test e casi scoperti. 59 i decessi in 24 ore. Sul fronte ospedali, il bilancio dei ricoveri continua ad essere pesante: è aumentato di 21 unità, portando il totale a 3.598. Nelle terapie intenisve l'aumento è stato di 3 unità, per un totale di 459.

Il bollettino del 6 novembre

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Il bollettino del 10 gennaio

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