Milano – La Lombardia dal 12 aprile tornerà in zona arancione, dopo 28 giorni in rosso. La regione più colpita dalla pandemia a partire da novembre ha attraversato ben 15 cambi di fascia (il prossimo sarà il sedicesimo), in un valzer di colori scattato con il Dpcm in vigore dal 6 novembre, che ha introdotto le zone di rischio per l'emergenza Covid. L'obiettivo ora per la Lombardia – come per le altre cinque regioni promosse dal monitoraggio Iss di ieri – è trasformare questo passaggio in un addio definitivo al rosso.

I passaggi di fascia

"Non sprechiamo questa grande opportunità"

Il messaggio di Fontana

Ieri il governatore Attilio Fontana, confermando l'approdo in zona arancione (che era nell'aria già da alcuni giorni) ha spiegato: "Iniziamo quel graduale ritorno alla normalità che comportamenti responsabili e vaccinazioni renderanno più vicino. Non sprechiamo questa grande opportunità, osserviamo tutte le regole che consentono di tenere sotto controllo la diffusione del virus. Non abbassiamo la guardia, rispettiamo il distanziamento e gli isolamenti qualora si verifichi un contagio". Con la zona arancione ci sarà un massiccio ritorno alla scuola in presenza e potranno riaprire tutti i negozi oltre a parrucchieri e centri estetici. "Lunedì – ha ricordato il presidente - i ragazzi delle seconde e terze medie tornano in classe, mentre, per quelli delle superiori, per ora sarà possibile dal 50 al 75%. Riapriranno negozi, parrucchieri e centri estetici e sarà possibile muoversi all'interno del proprio Comune, senza autocertificazione. Penso ai titolari delle attività che ancora non potranno riaprire. Mi auguro che dopo il 20 aprile, così come promesso dal Governo, possano anche loro accogliere nuovamente i propri clienti. Io sosterrò con forza – ha concluso Fontana - che possano farlo in sicurezza. Si intravvede la luce in fondo al tunnel, chiedo ai cittadini di non mollare e tornare ad avere fiducia nel grande spirito lombardo".

La nuova mappa dei colori delle regioni

L'obiettivo

Anche se in miglioramento, i numeri relativi all'emergenza coronavirus in Lombardia sono ancora significativi: ieri con 56.476 tamponi effettuati erano 3.289 i nuovi casi positivi, con il tasso di positività in crescita al 5.8%. Da giorni in calo invece i ricoverati sia in terapia intensiva (-2, 828) sia soprattutto negli altri reparti (-249, 6.252). Con la promozione in arancione– arrivata dopo 28 lunghi giorni di lockdown – l'obiettivo non può che essere non tornare indietro. Rispetto al passato oggi è in corso la campagna vaccinale: porre un muro alla circolazione del virus è il tassello fondamentale per arrestare la corsa di Covid-19, che in questa terza ondata, ha avuto una forte accelerazione sulla spinta delle varianti. 

Verso 2 milioni di dosi 

"In Lombardia ci stiamo avvicinando ai 2 milioni di dosi somministrate e lavoriamo per incrementare le vaccinazioni giornaliere, soprattutto delle persone più a rischio - ha detto il presidente della Regione Attilio Fontana -. Domenica contiamo di coprire con la prima dose il 100 per cento degli over 80 autonomi ed entro il 20 aprile anche di quelli a costretti al domicilio". "Abbiamo aperto le prenotazioni per i cittadini dai 70 ai 79 anni e dalla prossima settimana contiamo di raggiungere buone percentuali di somministrazione anche per quest'altra fascia – ha aggiunto -. Stiamo accelerando anche per quanto riguarda i disabili e gli estremamente vulnerabili. Ricordo che purtroppo le dosi di vaccino riservate a queste categorie sono sempre state insufficienti a garantire un ritmo più rapido di somministrazioni".

Galli: vaccinare molto per evitare ricadute

La chiave di volta della gestione della pandemia sta quindi in una campagna vaccinale capillare e rapida. Parlando dei cambi di colore delle regioni ieri l'infettivologo del Sacco Massimo Galli ha spiegato: "La garanzia di uscirne in maniera decisa sta nel riuscire a vaccinare molto. Se vacciniamo veramente molto lo scenario cambia e anche questa applicazione un po' troppo rapida e fiscale dei cambiamenti di colore può risolversi in qualche cosa che non ci metterà ancora di fronte al dover affrontare ricadute".

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"Allentamenti lenti ma irreversibili"

Il modello Gb per l'uscita dal lockdown

Del resto l'Italia ha davanti agli occhi il percorso di Gran Bretagna e Israele dove proprio gli effetti della campagna di vaccinazione di massa hanno permesso di fare allentamenti e di pianificare un lento ritorno alla normalità. L'obiettivo del governo britannico è un allentamento delle restrizioni del lockdown anti Covid nel Regno Unito non veloce "ma irreversibile" come ha sottolineato il ministro della Sanità Matt Hancock. Negli scorsi giorni il premier britannico Boris Johnson ha confermato che dal 12 aprile l'Inghilterra passerà alla fase 2 della "roadmap per la libertà" dalle restrizioni imposte dalla pandemia. Secondo quanto spiegato dal capo del governo di Londra, riapriranno i ristoranti, i pub, i negozi non essenziali, i parrucchieri, le palestre.  Le aperture interesseranno anche biblioteche, zoo e parchi a tema. "Non vediamo segnali nei dati attuali per ritenere di dover deviare da questo programma. Ma è attraverso la cautela e il monitoraggio dei dati in ogni fase, e seguendo le regole, che speriamo, insieme, di rendere irreversibile questa roadmap verso la libertà", ha detto il premier, invitando i cittadini a rispettare le regole di distanziamento e igiene seguite finora.

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