Milano - Da lunedì la Lombardia torna in zona arancione e ci resterà per due settimane. Così è stato deciso dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità in seguito al monitoraggio dei dati epidemiologici della regione. Una decisione che pone fine ad una zona rossa protrattasi per 28 giorni. Un cambio di colore che, secondo il governatore lombardo Attilio Fontana può rappresentare l’inizio di "quel graduale ritorno alla normalità" auspicato da tutti e che "comportamenti responsabili e vaccinazioni renderanno più vicino".

Nel concreto , il ritorno all’arancione significherà soprattutto ilritorno a scuola dei ragazzi. Da lunedì potranno, infatti, riprendere le lezioni in presenza gli studenti di tutti e tre gli anni delle medie e il 50% degli studenti delle scuole superiori. Da qui la necessità di ritirare fuori dal cassetto i piani straordinari per il trasporto scolastico messi a punto già a dicembre, in vista della riapertura di gennaio, dalle prefetture lombarde insieme ai Comuni capoluogo e alle aziende del trasporto pubblico locale. Per quanto riguarda Milano, Atm fa sapere di essere pronta a rimettere in strada 60 bus navetta che trasportino in via esclusiva gli studenti di 32 scuole superiori della città e di altre 7 del primo hinterland garantendo così il collegamento tra gli istituti e le fermate della metropolitana ed evitando che gli stessi tragitti siano compiuti dai ragazzi attraverso le linee ordinarie, quelle utilizzate da tutti e a rischio di assembramenti contrari alle norme di prevenzione del contagio da Coronavirus. Contestualmente da lunedì dovrà ripartire il piano di differenziazione degli orari della città messo a punto dal prefetto Renato Saccone insieme al sindaco Giuseppe Sala, sempre con l’obiettivo primario di evitare ressa sui mezzi pubblici.


Per il resto , in zona arancione fermo resta il coprifuoco: spostamenti consentiti solo dalle 5 alle 22 e solo all’interno del Comune di residenza. Gli spostamenti verso altri Comuni e altre Regioni devono essere riconducibili a motivi di salute, di lavoro o a comprovate urgenze. In tutti e tre i casi tali motivi devono essere riportati nell’autocertificazione. Quest’ultima è necessario anche in caso di spostamenti nella fascia oraria vietata (dalle 22 alle 5) anche se si tratta di spostamenti all’interno del Comune di residenza. Con la zona arancione sono poi consentite le visite a parenti ed amici ma una sola volta al giorno, solo all’interno dello stesso Comune e solo tra le 5 e le 22. Per far visita a parenti ed amici ci si potrà spostare in massimo due persone, ma sono esclusi dal conto i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro. Stesse regole per chi vive in un Comune che ha fino a 5.000 abitanti, non fosse per una possibilità in più, quella di spostarsi entro un raggio di 30 chilometri dal confine del proprio Comune, anche sconfinando in un’altra Regione rispetto a quella di residenza.

Un’altra svolta rispetto alla zona rossa è quella che riguarda i negozi, che da lunedì possono riaprire senza distizioni dovute al genere di beni e prodotti venduti. Via libera anche a parrucchieri e centri estetitci. Nei giorni festivi e prefestivi devno restare chiusi gli esercizi commerciali all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione di quelli ritenuti essenziali: farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie, alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie. Per bar e ristorante l’unica soluzione per lavorare continuerà ad essere l’asporto e le consegne a domicilio anche in zona arancione. Nulla cambia rispetto alla zona rossa per palestre, piscine, cinema e teatri. Nel commentare il passaggio in zona arancione Fontana lancia un appello ai lombardi: "Non sprechiamo questa grande opportunità, osserviamo tutte le regole che consentono di tenere sotto controllo la diffusione del virus. Non abbassiamo la guardia, rispettiamo il distanziamento e gli isolamenti qualora si verifichi un contagio. In Lombardia – prosegue il governatore – ci stiamo avvicinando ai 2 milioni di dosi somministrate e lavoriamo per incrementare le vaccinazioni giornaliere, soprattutto delle persone più a rischio. Domenica contiamo di coprire con la prima dose il 100 per cento degli over 80 autonomi ed entro il 20 aprile anche di quelli a costretti al domicilio".