Milano, 19 novembre 2020 - Zona arancione, continua il pressing della LombardiaOggi si è tenuto anche un vertice Stato-regioni, cui ha preso parte anche Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità. Nel corso del summit la Lombardia ha avanzato le sue richieste: cambiare i parametri che collocano le regioni in una delle tre zone (gialle,arancioni e rosse) e accelerare i tempi di passaggio da una zona all'altra, sulla base dell'evoluzione dei dati. Quella sui parametri - in particolare - è una partita aperta: "Con il Governo abbiamo discusso della valutazione e della riduzione dei parametri - ha detto - c'è stata disponibilità da parte del ministro di sottoporre la questione ai tecnici, in modo che si possano confrontare e decidere se ridurre, quale ridurre e modificarli", ha detto.

Ad ogni modo, "anche con il Governo c'è la piena volontà di continuare questo confronto e una scelta comune delle misure da seguire - ha aggiunto -. Se riusciamo a essere efficienti nella battaglia al virus è chiaro che ci sarà un miglioramento delle limitazioni poste, il Governo ha dato la massima disponibilità ad affrontare ogni tipo di questione". "Ci è stato detto dal ministro Boccia che il Governo vorrebbe mantenere la situazione odierna fino al 3 dicembre - ha detto Fontana -. Sono valutazioni che faremo nei prossimi giorni sulla base dell'evoluzione della situazione epidemiologica". Il Pirellone preme dunque per un allentamento delle misure restrittive, anche su spinta delle categorie produttive che devono fare i conti con le difficoltà economiche causate dal lockdown. Dall'altra parte ci sono invece i medici e il mondo scientifico in generale che invitano alla prudenza.

No a zone all'interno della Lombardia

Fontana ha anche precisato che la Lombardia non chiederà una differenziazione territoriale al suo interno tra 'zone'.  Oggi si è tenuto infatti un vertice tra la Regione e gli enti locali per elaborare una strategia condivisa: "Ho avuto oggi due incontri - ha detto il governatore Attilio Fontana -  con i sindaci capoluogo e con le province e tutti quanti hanno deciso di continuare la battaglia in maniera unitaria e non fare richieste di differenziazione territoriale. Anche sulla base degli esami dei dati che confermano come in questo momento l'epidemia in regione sta assumendo un comportamento unitario, cioé i dati delle singole province sono sovrapponibili".  "E' importante la volontà di continuare in modo unitario questa battaglia, come unitaria fu la scelta di assumere l'ordinanza del 22 ottobre", ha aggiunto Fontana. Infine, il governatore ha sottolineato come "il miglioramento graduale ma costante ha trovato oggi conferma nel fatto che dopo giorni e giorni si è assistito alla riduzione del numero di persone ricoverate in ospedale. Questo è molto importante, dimostra come le misure che avevamo assunto il 22 ottobre abbiano creato dei risultati positivi. Alla fine di questa settimane assisteremo anche all'esito che ulteriore restringimento disposto dal governo potrà determinare". 

Anche il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha auspicato misure più leggere in Lombardia qualora la curva dei contagi si confermasse in discesa. "L'auspicio - ha detto - è che proseguano i segnali di rallentamento della corsa del virus, che si sia in prossimità di una discesa e che le prossime settimane possano conoscere un decalage delle misure, per consentire alle attività economiche a cui abbiamo chiesto ulteriori sacrifici, come negozi, ristorazione e scuole medie, nelle zone rosse di riprendersi"

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