Covid in Lombardia
Covid in Lombardia

Sei mesi dopo l'ultima volta la Lombardia si avvicina a scrivere il numero zero nella casella giornaliera dei decessi per Covid. A osservare la curva dei decessi che registra lievi oscillazioni prima di azzerarsi, potrebbe succedere oggi o nei prossimi giorni. Da inizio pandemia, dunque da quindici mesi, è successo solo diciotto volte. Il conteggio parte dal 22 febbraio 2020 quando si registrò la prima vittima: da allora la curva iniziò a salire per poi scendere grazie agli effetti del lockdown e toccare quota 0 il 24 maggio. Bisognò poi aspettare fine luglio, il 19 e la settimana dal 25 al 30, per illudersi come molti fecero che il virus non uccidesse più. Ad agosto capitò sette volte: 11, 17, 18,  22, 26, 27 e 29. Negli altri giorni estivi il numero delle vittime da Covid-19 fu comunque bassissimo, nell'ordine di poche unità. Così a settembre con due giorni, il 12 e il 23, senza morti. Il 6 ottobre fu l'ultima volta.

Poi il contagio riprese deciso il suo corso e tornò a mietere vittime a centinaia al giorno. Basti pensare che un mese dopo, il 3 novembre, si era già a 117, il 27 novembre a 181 e poi il picco della secondata con 347 decessi il 3 dicembre scorso. Da lì la nuova ma lenta discesa innescata dal rigore delle misure natalizie e poi da fine gennaio dai primi benefici della campagna vaccinale. Un percorso non regolare e ostacolato dall'effetto delle varianti che l'8 aprile 2021 fece segnare 130 vittime. Da quel giorno i numeri sono iniziati a scendere in moro abbastanza regolare: da inizio giugno i morti quotidiani per Covid in Lombardia non hanno mai superato le 10 unità, eccezione fatta per il 6 giugno con 16 decessi fino a scendere ai 3 decessi del 19, i 2 del 20 e i 4 registrati oggi. Osservando quanto avvenuto nei mesi precedenti, potrebbe essere davvero questione di giorni, anche perché gli effetti della campagna vaccinale sono consolidati e la variante Delta appare per il momento isolata. 

L'analisi

Nel confronto tra la pandemia di Covid oggi e un anno fa in Lombardia "il dato più importante in assoluto è la significativa riduzione dei decessi. Oggi sono il 367% inferiori, ossia oltre 3,6 volte di meno. L`anno scorso in 14 giorni ci furono 308 morti, oggi (ultime due settimane) 84. Questo elevatissimo miglioramento è dovuto alla campagna vaccinale che vede attualmente il 54% dei lombardi già vaccinati almeno con la prima dose mentre l`anno scorso il vaccino era ancora lontano all`orizzonte". Lo afferma il professor Davide Manca, autore di un Bollettino giornaliero sulla pandemia in  Lombardia e nel resto d`Italia, che ha misurato "la capacità protettiva del vaccino" analizzando i contagi giornalieri, in questo caso la media dei 14 ultimi giorni, per evitare improvvise fluttuazioni giornaliere che andrebbero a falsare la statistica di insieme.

Cala l'età media dei contagiati

Uno dei risultati più significativi dell'analisi è che ll 75% dei nuovi positivi lombardi ha età inferiore a 50 anni mentre il 5% ha età superiore a 75 anni. "Questi valori - osserva l'accademico - suggeriscono di procedere con convinzione e celermente con la campagna vaccinale anche dei più giovani".  Il professor Manca spiega ad Askanews di aver focalizzato l`attenzione sulla  Lombardia perché "oltre ad essere la regione più popolata d`Italia (un sesto esatto dei residenti Italiani è lombardo) è anche la regione che più è stata interessata dalla pandemia soprattutto nel corso della prima ondata".  Il numero di pazienti ospedalizzati oggi è esattamente tre volte inferiore a quello dell`anno scorso. Al contempo i pazienti in terapia intensiva sono il 30% in più di quelli del 2020 "grazie all`incremento dei posti letto oggi disponibili, al miglioramento della conoscenza della malattia e delle cure, alla diminuzione dell`età media dei degenti ICU che quindi vi permangono più a lungo con maggior probabilità di dimissione verso reparti subintensivi", spiega il professor Manca, secondo cui "il notevole calo del totale degli ospedalizzati è invece dovuto al fatto che un`elevatissima percentuale di anziani, soprattutto ultraottantenni, ha terminato la campagna vaccinale ed è noto dalla letteratura scientifica che il vaccino evita l`ospedalizzazione con un`efficacia praticamente assoluta". 

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