Con l'arancione potrebbe scattare il lockdown per i non vaccinati come in Austria
Con l'arancione potrebbe scattare il lockdown per i non vaccinati come in Austria

Roma - Il lockdown per i non vaccinati proposto da alcune Regioni? “Non è la strategia da attuare con i numeri odierni. C’è qualche area del Paese che rischia di finire in zona gialla, ma la zona gialla non prevede grosse restrizioni, quindi al momento non vi è motivo di fare restrizioni per i non vaccinati. Ma la cosa eventualmente può essere valutata se qualche territorio dovesse passare in arancione”. A chiarire la linea del Governo è Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta“, su Radio Cusano Campus. Questa possibilità “va tenuta sul tavolo, come tante altre opzioni, e si valuta di settimana in settimana a seconda dell’evoluzione dei numeri“. 

Sul tema interviene anche la Fondazione Gimbe, che “Per ridurre il rischio di misure restrittive, è necessario ridurre la validità del Green pass a 6 mesi e introdurre l’obbligo vaccinale, almeno per tutte le categorie di lavoratori a contatto con il pubblico”. E’ l’indicazione di Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe, sulla base dello scenario Covid in Italia tracciato dal monitoraggio settimanale indipendente della Fondazione. “Nello scenario attuale, caratterizzato dal progressivo aumento della circolazione virale e dalla riduzione dell’efficacia vaccinale che impone la dose di richiamo - afferma Cartabellotta - sono due le decisioni politiche che possono minimizzare il rischio di misure restrittive. La prima è ridurre a 6 mesi la validità del green pass rilasciato a seguito di vaccinazione“.

Per Cartabellotta la scelta sarebbe in linea con le evidenze scientifiche sulla durata della protezione vaccinale e con le indicazioni per la dose di richiamo. La seconda è introdurre l’obbligo vaccinale sia per il ciclo primario, sia per la dose booster, almeno per tutte le categorie di lavoratori a contatto con il pubblico”. Invece, commenta Cartabellotta, “non convince affatto il ‘super green pass’ sul modello austriaco, di fatto un surrogato dell’obbligo vaccinale: escludere il tampone dalle modalità per il rilascio della certificazione verde, pur identificando le attività essenziali per le quali tale opzione rimarrebbe valida - avverte - rischia solo di aumentare le tensioni sociali senza alcuna garanzia di aumentare coperture vaccinali e adesione alla terza dose”.

E veniamo al quadro di Gimbe sui numeri. Oltre 54 mila nuovi casi (+32,3%) in 7 giorni, mentre di pari passo aumentano ricoveri (+15,5%) e terapie intensive (+14,3%). Questo il quadro tracciato dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, che rileva nella settimana 10-16 novembre, rispetto alla precedente, un aumento dei contagi (54.370 rispetto a 41.091) e dei decessi (402 contro 330). Continuano a salire anche i casi attualmente positivi (123.396 rispetto a 100.205), le persone in isolamento domiciliare (118.945 contro 96.348), i ricoveri con sintomi (3.970 rispetto a 3.436) e le terapie intensive, dove i pazienti sono passati da 421 a 481 (+14,3%). 

“Per la quarta settimana consecutiva - commenta Cartabellotta, - si conferma a livello nazionale un incremento dei nuovi casi settimanali (+32,3%) come documenta anche la media mobile a 7 giorni, che in un mese è triplicata: da 2.456 il 15 ottobre a 7.767 il 16 novembre”. Nelle ultime 4 settimane l’aumento della circolazione virale è ben documentato dall’incremento sia del rapporto positivi/persone testate (da 3,6% a 12,7%), sia del rapporto positivi/tamponi molecolari (da 2,4% a 5,8%) e positivi/tamponi antigenici rapidi (da 0,07% a 0,21%). In tutte le Regioni tranne Calabria e Umbria - si legge nel report - si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, con variazioni che vanno dal 0,7% della Regione Puglia al 180% della Valle D’Aosta“. 

In 84 Province si registra un’incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Umbria e Veneto tutte le Province raggiungono o superano tale soglia. In 7 Province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Trieste (638), Bolzano (402), Gorizia (369), La Spezia (248), Forlì-Cesena (219), Padova (179) e Vicenza (152). “Di fronte a questi numeri - sottolinea Cartabellotta - è inaccettabile che gli amministratori non abbiano introdotto restrizioni locali, seppur impopolari, accettando il rischio che la diffusione del contagio trascini l’intera Regione in zona gialla”.