Lockdown solo per i non vaccinati, sull'esempio dell'Austria? L'argomento non è tabù, anzi: cresce il coro dei favorevoli. Tra i politici, dal leader di Iv Matteo Renzi ("sono d'accordo") al governatore ligure Giovanni Toti ("la strada intrapresa dall'Austria dovrà essere quella da percorrere per non bloccare un intero Paese che vuole ripartire''), e anche nel mondo scientifico.

A esprimersi pubblicmente a favore, questa mattina ai microfoni della trasmissione 'L'Italia s'è desta' su Radio Cusano Campus., è stato l'infettivologo Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all'ospedale San Martino di Genova. "E' evidente - ha detto - che un lockdown per i non vaccinati, nel momento in cui si raggiungesse un livello di saturazione dei posti letto in ospedale, potrebbe essere una soluzione. Potrebbe valere non per il lavoro, ma per le attività ludiche: ristoranti, bar, cinema, stadi. Nel momento in cui le cose non dovessero andare, anziché chiudere per tutti, sarei favorevole a chiudere certe attività solo per i non vaccinati: questo contribuirebbe anche a far aumentare il numero di vaccinati. Da medico non posso non pensare che si debba arrivare a una vaccinazione universale, il modo in cui arrivarci spetta alla politica individuarlo. Dispiace che ci siano tante persone che non hanno capito che il vaccino è l'unico modo per metterci al sicuro completamente. Guardate cosa sta succedendo nei Paesi dell'Est Europa, dove c'è un atteggiamento contrario ai vaccini: mi chiamano colleghi disperati per quello che sta succedendo".

E ieri la provincia autonoma di Bolzano, confinante con l'Austria  e culturalmente legata a Vienna, ha detto che potrebbe applicare il metodo austriaco. A contemplare la misura restrittiva anche in Alto Adige è stato l'assessore alla Sanita Thomas Widmann (Svp) che, riferendosi a quando previsto Oltrebrennero, ha detto che "si potrebbe pensare a un'operazione del genere anche da noi"