Quotidiano Nazionale logo
16 gen 2022

Locatelli (Cts): "La curva del Covid rallenta, effetti clamorosi dai richiami"

Conferma il presidente dell'Its Silvio Brusaferro ma sulla quarta dose invita alla prudenza: "Presto per parlarne. Picco lontano, Omicron sostituirà Delta"

A person wears a mask with a QR code during a demonstration against the so-called "Super Green Pass", imposing new restrictions in the face of a sharp rise in Covid-19 infections in Italy, on January 15, 2022 at piazza San Giovanni in Rome. - New restrictions came into force in Italy on January 10, 2022, barring the unvaccinated from restaurants, gyms, swimming pools, theatres, cinemas, sports events and public transport, with only those recently recovered from Covid-19 exempt. The measures were introduced in the face of a sharp rise in infections in Italy, the first European country hit by coronavirus in early 2020, which has since recorded almost 140,000 Covid-19 deaths. (Photo by Filippo MONTEFORTE / AFP)
Una delle contestatrici che manifestano contro il Green pass e i vaccini

Covid, primi segnali di speranza? Di certo all'orizzonte si profila qualche tenue spiraglio di ottimismo. “Certamente siamo in una situazione delicata e con numeri ancora crescenti per quel che riguarda l’incidenza d’infezioni. Tuttavia, la crescita percentuale dell’ultima settimana e’ stata inferiore alla precedente e, negli ultimi giorni, vi sono evidenze di chiara decelerazione della curva epidemica in linea con quanto osservato in altri Paesi. Nel Regno Unito si sta assistendo alla riduzione dei ricoveri”.

Franco Locatelli, coordinatore del Cts, e’ ottimista sul contenimento dell’epidemia da coronavirus. La pressione sulle strutture sanitarie - aggiunge Locatelli - nelle ultime settimane e’ decisamente aumentata. Il rischio da scongiurare e’ di danneggiare i pazienti con patologie differenti dal Covid riducendo il numero di procedure mediche o chirurgiche. A questo rischio puo’ contribuire anche un elevato numero di contagi tra gli operatori sanitari che e’ certamente non trascurabile. Non possiamo parlare pero’ di ospedali vicini al collasso”.

 “Nelle passate ondate come quella dello scorso inverno abbiamo avuto, pur in assenza di varianti cosi’ contagiose, numeri doppi di ricoverati sia nelle aree mediche sia nelle rianimazioni. E’ il frutto del largo numero di vaccinazioni effettuate: quasi 120 milioni di dosi somministrate e 26 milioni di persone che hanno ricevuto la dose booster sono numeri straordinari e hanno consentito di proteggere largamente dal rischio di malattia grave o addirittura fatale gli italiani”. Quanto alla campagna di vaccinazione dei bambini, per Locatelli i risultati sono “piu’ che apprezzabili”.

La vaccinazione sta dando effetti sempre più evidenti
La vaccinazione sta dando effetti sempre più evidenti

“Il numero dei bambini vaccinati - dice - continua a crescere. Non si e’ osservato anche nel nostro Paese alcun segnale preoccupante sul profilo di sicurezza e questo dimostra quanto era giusto promuovere la vaccinazione anche in eta’ pediatrica”.  La terza dose “protegge molto bene dalla malattia grave, se ne sta studiando la durata ed e’ presto per parlare della quarta”:  evidenzia il presidente dell’Istituto superiore di sanita’ e membro del Cts, Silvio Brusaferro,sottolineando alla Stampa che siamo “in una fase di crescita molto significativa dei contagi di cui non si prevede il picco e l’endemizzazione del virus e’ uno scenario possibile, ma non attuale”.

“Invece di discutere su cosa succedera’ bisogna guardare i dati e prepararsi a eventuali novita’ con coperture vaccinali, farmaci e monitoraggio”, aggiunge. La nuova fase e’ “caratterizzata dalla variante Omicron arrivata all’80 per cento dei contagi e da quasi il 90 per cento della popolazione vaccinata”, ha osservato il presidente dell’Iss, “questa combinazione, nonostante la crescita dell’infezione molto significativa e l’impatto notevole sul servizio sanitario, rende il quadro meno grave di quanto sarebbe stato senza vaccini e misure in atto”.

C’e’ poi un rallentamento della crescita della curva “su cui essere cauti e da confermare.Perché? “Perche’ molte Regioni hanno segnalato difficolta’ a riportare i dati”, ha spiegato. Le terapie intensive “sono piene al 17 per cento di pazienti Covid e i reparti ordinari al 27. Dati in crescita, che indicano la necessita’ di riorganizzare gli ospedali dilazionando altre prestazioni”. La speranza è che a un certo punto vaccinati e guariti creino un muro contro Omicron? "Certo, se il numero dei suscettibili al virus si riduce, cala l'indice di contagio Rt. Il problema è che Omicron può infettare anche una parte dei vaccinati, seppur con minore probabilità. Omicron convivrà con Delta? Di questo passo la sostituirà".

 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?