Varese, 20 febbraio 2018 - "Aspetti narcisistici, antisociali, che vengono catturati bene dalla definizione di psicopatia". Con queste parole Mario Manterio, psichiatra specialista in Criminologia Clinica, ha definito oggi in Tribunale a Varese la personalità di Stefano Binda, a processo in Corte D'Assise per l'omicidio di Lidia Macchi, studentessa varesina uccisa a coltellate nel gennaio 1987.

Lo specialista è stato incaricato di valutare le condizioni mentali di Binda dal sostituto di pg Gemma Gualdi. Insieme a lui, in veste di testimone, è stata sentita anche Bianca Zaneletti, psicologa. La dottoressa ha parlato a lungo dei gravi problemi di tossicodipendenza dell'imputato, che nel 1994 fu ricoverato in psichiatria proprio per problematiche conseguenti alla sua dipendenza da eroina. A testimoniare è stato chiamato anche Lelio De Pina, varesino con problemi psichici coinvolto nell'inchiesta sul delitto Macchi da un'amica della stessa vittima, la quale raccontò di aver ricevuto la confidenza di un'altra giovane circa la confessione di De Pina quale autore dell'omicidio. A sgomberare il campo dal sospetto che fosse lui l'assassino di Lidia è stato il sostituto pg di Milano Gemma Gualdi. Come aveva in passato riferito a verbale, De Pina ha ribadito in aula di non aver mai riferito alla testimone di aver ucciso la studentessa.