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16 dic 2021

Jacopo Compagnoni, guida alpina e papà di due bimbi piccoli

La famiglia tuttora gestice il Rifugio Pizzini del Cai di Milano

andrea morleo
Cronaca
VALFURVA, JACOPO COMPAGNONI SOTTO LA VALANGA - Foto (ANSA/ANP)
Jacopo Compagnoni

Jacopo Compagnoni era uomo di montagna perché se nasci a Santa Caterina e porti quel cognome lì ce l'hai scritto nel Dna. La sorella Deborah si era buttata nello sci nordico collezionando allori sulle piste di mezzo mondo, Jacopo aveva declinato quella passione diversamente diventando guida alpina, unico dei 29 nipoti Compagnoni a seguire le orme dei quattro fratelli: Luigi, Vittorio, Giuseppe (ex azzurro) e Giorgio, papà di Deborah e Jacopo. . "Anche lui era maestro di sci, come tutti i  nipoti Compagnoni - racconta Angelo Caciotto, sindaco di Santa Caterina Valfurva ma anche zio di Jacopo avendo sposato una delle sorelle di papà Giorgio -. Da ragazzo aveva fatto anche lui le gare ma poi aveva scelto la sua strada, seguendo le orme del nonno che per anni è stato per anni lo storico gestore del Rifugio Pizzini, di proprietà del Cai Milano e che oggi è gestito da Claudio Compagnoni, figlio di Luigi. Incastonato in una splendida conca glaciale con a Nord il Gran Zebrù, a Est il ghiacciaio del Cevedale e a Ovest verso l’elegante piramide del Pizzo Tresero. Lassù Jacopo si era innamorato della montagna, del ghiacciaio dei Forni e degli splendidi paesaggi e per questo aveva deciso di diventare guida alpina. Jacopo abitava a Santa Caterina dove viveva con la compagna, da cui aveva avuto due figli ancora piccoli. "Ricordi? Era uno diretto, si impegnava a trovare soluzioni perché fare la guida alpina oggi è facile", spiega lo zio. 

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