Incendi senza sosta, la Sicilia continua a bruciare: da Trapani a Catania, da Palermo a Ragusa, le fiamme continuano a distruggere ettari di macchia mediterranea.  Anche la scorsa notte e questa mattina i vigili del fuoco sono impegnati nelle azioni di spegnimento di roghi che ormai da oltre 48 ore divampano ovunque e a breve arriveranno gli aiuti dalla altre regioni, come promesso ieri dal Capo dipartimento della Protezione civile. Fabrizio Curcio ha però anche bacchettato la Sicilia: "Non entro nelle polemiche soprattutto quando c'è da lavorare e risolvere un problema - ha detto -. È evidente che la responsabilità della macchina di contrasto agli incendi boschivi è chiaramente regionale e ogni Regione si organizza in base alla propria disponibilità, risorse organizzative".

Draghi firma il Dpcm

A seguito della richiesta avanzata dalla Regione Siciliana, per far fronte ai vasti incendi sviluppatisi sull'isola, Mario Draghi, ha firmato sabato sera il Dpcm con la dichiarazione dello stato di mobilitazione nazionale del sistema di Protezione civile. Il Dipartimento è ora al lavoro per coordinare l'invio di volontari, delle organizzazioni nazionali e delle colonne mobili regionali, che opereranno a supporto delle attività di spegnimento dei roghi. La Protezione civile ha fatto sapere inoltre che in mattinata si è svolta una riunione di aggiornamento durante la quale è stata confermata la partenza per la Sicilia di squadre provenienti da Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e dalle province autonome di Trento e Bolzano.

Musumeci convoca vertice straordinario

Lunedì, alle 12, al PalaRegione di Catania, si terra' un vertice regionale di Protezione civile convocato dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. La riunione e' stata voluta dal governatore per fare il punto della situazione e coordinare ulteriori azioni conseguenti all'emergenza incendi in Sicilia. Nel corso del vertice sara' anche esaminata la condizione di sicurezza degli stabilimenti balneari nell'Isola e la possibile adozione di misure. 

Incendi nel Palermitano

A Petralia Soprana, sulle Madonie, nel Palermitano, le fiamme hanno divorato parte del territorio lambendo centri abitati e distruggendo alberi secolari e tanta vegetazione. In mezzo alle fiamme oltre alla fauna sono rimasti bruciati anche alcuni animali. Non si sono registrati danni a persone. Sono ancora una decina gli incendi attivi nella provincia di Palermo. Fuoco a Polizzi Generosa, a Monreale. Ancora ieri sera, a Palermo, arrivava un forte odore di bruciato ed in alcune zone della città piove cenere proveniente dagli incendi e trasportata dal vento. Sempre da ieri sera, il comando provinciale dei vigili del Fuoco di Palermo, ha disposto il raddoppio dei turni per il personale in servizio: si tratta di un provvedimento che viene adottato in presenza di emergenze gravi e in considerazione dell’allerta massima prevista per le alte temperature e il rischio incendi che si protrarrà fino al 6 agosto. Sono 806 i vigili del fuoco impegnati oggi: 119 squadre in tutto che operano con 212 mezzi antincendio. Effettuati nelle ultime 12 ore - informa il Corpo - 232 interventi per incendi, 76 quelli in atto alle ore 11.

Incendi a Catania

Anche a Catania i vigili del fuoco sono ancora a lavoro. Sono impegnati a spegnere gli ultimi focolai e a mettere in sicurezza le zone periferiche e di villeggiatura della città. Dall’inizio dell’emergenza, venerdì, sono stati complessivamente 170 gli interventi fatti dai pompieri con gli incendi più pericolosi domati in via Palermo, via Fossa della Creta, a ridosso dell’aeroporto Fontanarossa, nello stabilimento balneare della Plaia, "Le Capannine" andato completamente distrutto, nei villaggi "Azzurro" e "Primosole" (dove sono state messe in salvo 150 persone, ndr) e in diversi comuni della provincia. Nelle ultime 12 ore - fanno sapere dal Comando provinciale etneo - sono 12 gli interventi eseguiti, 56 le richieste ancora da espletare. Il numero di squadre impegnate dall’inizio dell’emergenza, quindi totale del personale è di 56 squadre (14- 15 a turno) per un totale di circa 300 uomini.

Incendi nell'Ennese

Ancora attivo e con un fronte di alcuni chilometri, l'incendio che da tre giorni divampa nell'area sud dell' Ennese e che, partito dal territorio di Piazza Armerina, (En), ha raggiunto Aidone. Le fiamme hanno divorato le aree boschive da Piazza Armerina a Valguarnera e ora sono a pochi chilometri dall'abitato di Aidone. Dall'alba stanno intervenendo, oltre alle squadre di terra di vigili del fuoco e corpo forestale, un canadeir ed un elicottero. Diverse squadre di terra sono impegnate nei presidi a tutela delle numerose aziende agricole ed allevamenti della zona, mentre una delle piu' grosse aziende dell' Ennese e' stata evacuata, con lo spostamento di tutto il bestiame. Intanto per l'area nord dell' Ennese si comincia la stima dei danni. Distrutti migliaia di ettari di boschi, pascoli e campi di grano. Nel solo territorio di Troina (EN), in meno di un mese, sono andati distrutti oltre 2500 ettari. In corso la stima della produzione di grano andata perduta.

Coldiretti: "Ombre sul fotovoltaico"

Intanto Coldiretti insiste sull'ipotesi che gli incendi siano collegati al business del fotovoltaico "Le ombre del business del fotovoltaico a terra sugli incendi in Sicilia - scrive l'associazione in una nota - rafforzano l'impegno per la difesa del territorio con la petizione contro i pannelli solari mangia suolo". Coldiretti Giovani Impresa ha lanciato una petizione a tutela del suolo agricolo chiedendo alle istituzioni di "investire nelle fonti alternative di energia, senza dimenticare il ruolo fondamentale dell'agricoltura e la bellezza unica dei nostri territori, che andrebbero compromessi senza una programmazione territoriale degli impianti fotovoltaici a terra"