Il ministro Gian Marco Centinaio (Imagoeconomica)
Il ministro Gian Marco Centinaio (Imagoeconomica)

Milano, 4 aprile 2019 - «Non possiamo lasciare l’onere delle Olimpiadi solo a Comuni e Regioni. Se abbiamo dato i soldi a Torino per il tennis...». Gioca in casa, il ministro Gian Marco Centinaio (Lega). Un po’ per la delega al Turismo che lo vede molto più di uno spettatore interessato alla partita dell’assegnazione alle Olimpiadi invernali del 2026 che vede Milano e Cortina capofila della candidatura di Lombardia e Veneto. Un po’ per questioni di campanile: pavese «ma per un quarto ho sangue valtellinese».

Ministro, siamo alla svolta? Domani può essere la giornata dell’accordo tra Governo ed enti locali per la copertura finanziaria?

«Lo auspico. Le Olimpiadi, se ben gestite, possono essere un volano per il turismo in Italia e per l’immagine che il Paese può dare all’estero».

Lei è stato un sostenitore della prima ora a Roma di un finanziamento governativo all’evento. Ma non tutti la pensa(va)no così.

«Sì, perché se abbiamo dato un contributo a Torino per la candidatura a organizzare le fasi finali dell’Atp di tennis, perlomeno lo stesso trattamento siamo tenuti a garantirlo alla partita dei Giochi olimpici. Altrimenti gli italiani potrebbero chiederci perché...».

È fiducioso dopo l’apertura del sottosegretario Giorgetti (con delega allo Sport, ndr)?

«Sì. Auspico soldi giusti, nei posti giusti, al momento giusto».

Quanti?

«Agli incontri a cui ho partecipato io non sono state fatte cifre».

A cosa saranno destinate le coperture economiche? Alle infrastrutture ad esempio?

«Le Olimpiadi sono certamente un’occasione importante per realizzare infrastrutture. Senza sprechi».

La Valtellina le chiede da tempo. Può essere la volta buona per risolvere il collegamento con Bormio e Livigno che saranno sede di gare in caso di vittoria della candidatura italiana?

«Oggi per andare da Pavia a Sondalo ci metto più tempo di quanto ne impiego da Pavia a Londra. Lo spero».