“Ma chi? Ciro? No, Cirooo...!“ Da un punto di vista mediatico, solo a Sandra Milo, nel memorabile sketch che segnò la storia della tv, era andata peggio. Grandinano infatti su Beppe Grillo i commenti indignati, dopo il video in cui il cofondatore del M5S ha difeso a spada tratta il figlio, accusato di stupro di gruppo ai danni di una turista 19enne in Costa Smeralda. Una difesa umanamente comprensibile, ma corredata nel video da attacchi e sospetti sulla presunta vittima che non sono piaciuti quasi a nessuno. Sotto accusa, in modo trasversale, è proprio il video, che avrebbe spettacolarizzato una tragedia già di per sè terribile.

Severa la seguitissima conduttrice tv de La 7 Myrta Merlino, al timone de "L'aria che tira". “ Grillo parla da padre, ma questo non basta a giustificare tutto. Offende chi denuncia, gioca tra vittime e carnefici, calpesta anni di battaglie per le donne. Il video lascia sgomenti. La giustizia farà il suo corso, ma oggi caro Beppe vaffa lo dico io a te. Da donna e da madre”. «Le parole di Grillo sono inaccettabili, tutta la solidarietà alla ragazza denigrata. Il M5S acceleri la sua transizione e con la guida di Conte abbracci sempre e comunque garanzie e principi dello Stato di diritto, quel video è semplicemente inconcepibile e da condannare». Così il vicesegretario del Pd Peppe Provenzano

 “Di pessimo gusto le frasi sulla denuncia ritardata della presunta vittima del figlio di Grillo, una donna puo’ denunciare, subito, dopo un giorno, dopo mesi. Me le sarei risparmiate fossi stato Grillo”. Lo dice il leader della Lega, Matteo Salvini. "Perché se una donna denuncia molestie o peggio violenze e stupro, lo può fare dopo 10 minuti o 10 giorni. Non è questo a stabilire la credibilità della sua denuncia. Questa me la sarei veramente risparmiata». “Non giudico Grillo padre, non entro nei suoi problemi familiari. Lo sfogo del padre lo posso comprendere. Politicamente chiedo un po’ di coerenza: se si e’ garantisti in casa tua non si puo’ mettere alla gogna chi e’ indagato. 

“Ho guardato più volte il video pubblicato ieri da Beppe Grillo e no, non possiamo in alcun modo derubricarlo allo sfogo di un padre a difesa del figlio. Sulle eventuali colpe e responsabilità sarà come sempre la magistratura a dover far luce (il garantismo, per me, non vale a giorni alterni), ma le parole di Grillo scavano un solco culturale da cui tutte e tutti dobbiamo prendere con forza le distanze: non è accettabile sminuire il dramma di uno stupro ed è impensabile “giudicare” chi denuncia. Questo si chiama victim blaming, colpevolizzazione della vittima, uno dei motivi per cui molte donne non denunciano le violenze per paura di essere loro stesse giudicate”. Lo afferma il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo.

“Il video di Beppe Grillo è stato totalmente inopportuno e, come avvocato, penso sia stato addirittura controproducente per la strategia difensiva del figlio. Di certo Grillo non può essere garantista a giorni alterni, tanto più che è stato lui a volere l’abolizione della prescrizione, un istituto che vuole evitare la figura dell`imputato a vita. E pur comprendendo il dolore paterno, non è ammissibile che venga calpestata la sofferenza della ragazza e dei suoi famigliari”. Così il senatore di Forza Italia Renato Schifani, consigliere politico di Silvio Berlusconi.

"Questo continuo andare a vedere se hanno parlato meno donne, abbastanza donne o piu’ donne lo trovo molto irrispettoso, prima di tutto nei confronti delle donne. Non trovo che ci sia una sola donna che non si senta profondamente colpita da questo video. Penso che il filmato sia l’esito della disperazione, un gesto di un disperato che non ha il senso del proprio ruolo e dell’educatore, ossia di un padre che deve anche educare e deve sapere riconoscere. Non ha rispetto per questa ragazza, che per fortuna invece e’ difesa dalla sua famiglia, dagli avvocati e da tutto il resto di questo paese che credo non si riconosca nelle parole di Grillo, salvo chi e’ schierato per difenderlo quasi per contratto”. Cosi’ Sandra Zampa, responsabile salute del Partito Democratico. 

“Trovo grave che Grillo abbia spettacolarizzato un evento che vede coinvolte giovani ragazze e ciò indipendentemente da ciò che è accaduto e che compete solo alla magistratura indagare”. Così la deputata della Lega, Laura Ravetto, responsabile del partito per le pari opportunità,

“Grillo insulta volgarmente la presunta vittima di violenza sessuale, mettendola alla gogna. E inoltre sfrutta la sua popolarita’ e quella delle sue piattaforme per fare ‘garantismo parentale’. Uno show disgustoso e violento che provoca rabbia ma, per reazione, scatena anche un sentimento ancora piu’ profondo di solidarieta’ nei confronti di tutte le donne vittime di violenza. Per quelle inghiottite dal silenzio e schiacciate dal dolore, per coloro che hanno trovato il coraggio di denunciare, ma anche per quelle che non sono riuscite a farlo”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Isabella Rauti, responsabile nazionale del Dipartimento Pari Opportunità.