Si va verso il green pass obbligatorio nei luoghi di lavoro. Per ora in scuole, università e residenze per anziani, secondo la bozza del decreto approvato in consiglio dei ministri. Successivamente, forse, anche negli uffici della pubblica amministrazione, come sollecitato dal ministro competente alla partita, l'azzurro Renato Brunetta. Ma su questo fronte le opinioni nel governo sono differenziate. 

Ma cosa rischiano i lavoratori che non avranno con sè il green pass da mostrare a chi effettuerà i controlli sul luogo di lavoro? Multe, certo. Ma anche una serie di sanzioni accessorie. Vediamo quali sono. 

Le sanzioni pecuniarie

Secondo quanto è contenuto nelle bozze del decreto che ha ricevuto il via libera del consiglio dei ministri il personale che lavora in ambito scolastico, universitario e delle Rsa che verrà trovato a seguito dei controlli senza il green pass sarà punito con una multa che va da 400 a mille euro. La sanzione sarà applicata sia ai lavoratori che non avranno la certificazione, sia ai dirigenti e ai datori di lavoro ai quali sono demandati i controlli. Un doppio binario che, è la convinzione del governo, funzionerà da sprone a muoversi per ottenere il green pass e - quindi - a vaccinarsi (anche se l'obbligo di green pass non equivale a un obbligo vaccinale, altro argomento su cui il confronto nel mondo politico e nella società è acceso). Ma anche a svolgere controlli rigorosi.

Le ricadute professionali

I lavoratori soggetti all'obbligo di green pass che proseguiranno nella loro "obiezione di coscienza" rischiano di essere colpiti anche professionalmente, oltre che nel portafoglio. Il mancato possesso del certificato verde, infatti, è da considerarsi nelle scuole come un'assenza ingiustificata. Dopo cinque giorni d'assenza il rapporto di lavoro fra dipendente e datore di lavoro è sospeso. Lo stipendio, in questo caso, non è dovuto. Lo stesso vale per qualsiasi altro compenso. 

Le nuove categorie obbligate

Il governo, quindi, accelera sull'estensione del green pass nel mondo della scuola. Tutti gli adulti che accederanno negli istituti, in pratica, dovranno essere in possesso della certificazione. Dovranno averlo cuochi e altri soggetti al lavoro nelle mense scolastiche, i dipendenti delle aziende di pulizia esterne che hanno in appalto i servizi all'interno degli istituti e degli altri locali di pertinenza ma anche i genitori degli studenti, quando dovranno entrare nelle scuole. I presidi hanno espresso timori riguardo la possibilità di creazione di assembramenti al momento dei controlli, soprattutto nei primi giorni di applicazione delle nuove regole.

Sono esentati dal presentare il green pass gli studenti di scuole elementari, medie inferiori e superiori. Dovranno averlo con sè, invece, gli studenti universitari. All'interno degli atenei italiani, ha detto la ministra Maria Cristina Messa, verranno effettuati controlli a campione, anche fra gli iscritti.

Le estensione future

Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta ha definito il green pass "una misura geniale" dichiarando, di fatto, la futura obbligatorietà per tutti i lavoratori del settore. "Le sanzioni per chi non lo avrà? - ha detto l'esponente del governo Draghi - Le stesse previste per la scuola". Quindi multe fra 400 e 1.000 euro e la sospensione del rapporto di lavoro al quinto giorno di mancata presentazione del documento. L'obbligo, secondo il ministro, dovrebbe scattare entro la metà di ottobre.

E le aziende private? Anche qui, il punto è materia di confronto politico. Di certo c'è chi ha deciso di non attendere le scelte del governo. La Siemens, per esempio, ha fatto sapere che da lunedì 27 settembre, per accedere agli uffici di Milano e alle altre sedi sarà necessario il green pass. Chi non lo avrà potrà comunque lavorare da casa, con la formula dello smart working. Sono previste deroghe per i siti produttivi.