C'è l'ok unanime di tutte le forze politiche al decreto legge sull'estensione dell'obbligatorietà del green pass. Dopo la cabina di regia sull'estensione dell'obbligo del Green pass a tutti i lavoratori pubblici e privati - a palazzo Chigi con il premier Mario Draghi e il ministro della Cultura Dario Franceschini c'erano il titolare dei Rapporti con il Parlamento Federico D'Inca' (M5S), la ministra degli Affari Regionali Maria Stella Gelmini (Fi), il ministro per lo Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti (Lega) , la titolare per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti (Iv) e il ministro della Salute Roberto Speranza (Leu) - è toccato al Consiglio dei ministri. All'ordine del giorno il nuovo decreto sul Green pass che estende l'obbligatorietà a tutti i lavoratori pubblici e privati. Il nuovo decreto sarà valido dal 15 ottobre sino a fine anno. Il decreto consiste in soli otto articoli e sei pagine di spiegazione in totale.

Gli articoli del decreto

Non bisognerà più attendere 15 giorni dalla prima dose di vaccino anticovid per avere il green pass, ma lo si otterrà subito dopo la prima somministrazione. L'articolo 4 comma 3 modifica la normativa attuale sostituendo il passaggio in cui si affermava che la certificazione era valida «dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione» con le parole «dalla medesima somministrazione».

Dove sarà obbligatorio

Green pass obbligatorio per entrare in tutti i luoghi di lavoro. Ecco la scelta del governo, sul fronte della lotta al Covid. Bisogna fare in fretta, per raggiungere entro un mese almeno la soglia 'di sicurezzà dell'80% di vaccinati. Perciò Mario Draghi decide di puntare sul certificato verde: "Funziona, è monitorato, è una soluzione accomodante", ha detto ieri ai sindacati, spiegando perché si è preferito imporre il Pass e - per ora - non l'obbligo di vaccinazione. È un "percorso che unifica", ha sottolineato il premier. Dalla metà di ottobre bisognerà essere vaccinati, aver fatto un tampone o essere guariti dal Covid, per entrare in uffici pubblici e privati, ma l'obbligo dovrebbe essere esteso anche a studi professionali, negozi, ristoranti.

Multe e sanzioni

Arriva la sospensione dal lavoro e quindi dallo stipendio dopo 5 giorni di accesso senza il Green pass. È l'orientamento che emerge al termine della cabina di regia del governo. La sanzione varrà sia per il pubblico che per il privato. Per chi eluda i controlli viene anche prevista una sanzione pecuniaria. E vengono fatte salve altre sanzioni disciplinari.

Per chi si presenta al lavoro senza, ci saranno sanzioni: una multa, che dovrebbe andare dai 600 ai 1.500 euro, e disciplinari, che saranno modulate sulle diverse categorie. Aspetto delicato quello delle sanzioni, difficili da applicare soprattutto nel privato, ma da modulare anche nel pubblico a seconda del tipo di amministrazione, con diversi procedimenti disciplinari: ci sarebbe la sospensione dal lavoro e dallo stipendio dopo violazioni reiterate per alcune categorie, come già per gli insegnanti.Green pass obbligatorio anche per deputati e senatori nonché per consiglieri regionali e tutte le altre cariche elettive. E' quanto si apprenda da fonti di maggioranza al termine della cabina di regia a palazzo Chigi. Unica eccezione sarebbe stata prevista per tre organi costituzionali a cui si darebbe mandato di autoregolamentarsi, adeguandosi tuttavia all'obbligo. 

Licenziamenti e assenze

Sarà espressamente previsto il divieto di licenziare, recependo una preoccupazione sindacale. Assenti ingiustificati. Così figureranno i dipendenti che si presenteranno a lavoro sprovvisti di green pass. Se invece verranno beccati sul posto di lavoro senza il passaporto vaccinale -entrati dunque sfuggendo ai controlli- allora per loro scatterà anche la multa. E' questa, a quanto apprende l'Adnkronos, una delle misure emerse nel corso della cabina di regia col premier Mario Draghi sull'estensione del passaporto vaccinale sui posti di lavoro, oggi all'odg del Cdm

Tamponi gratis?

Mentre resta il nodo dei tamponi: la richiesta di Cgil, Cisl e Uil e di alcuni ministri, è renderli gratuiti per tutti, ma la linea del governo ad ora resta contraria, perché il rischio è disincentivare i vaccini.. A Palazzo Chigi i segretari di Cgil e Uil Maurizio Landini e Angelo Colombini della Cisl reiterano la richiesta di obbligo vaccinale, ma è una via che il governo per ora sceglie di non percorrere. Lamentano anche, i sindacalisti, di aver dovuto fare il tampone per entrare nel palazzo, nonostante avessero il Green pass: «È una contraddizione», affermano. E chiedono che almeno in una fase transitoria i tamponi siano gratuiti per tutti, in modo da consentire a chi non ha il vaccino di entrare al lavoro a costo zero. Ma sul punto il premier e la gran parte di ministri nutrirebbero dubbi, per l'effetto disincentivante: si applicano e continueranno ad applicarsi prezzi calmierati.

Quando entrerà in vigore

Potrebbe entrare in vigore il 15 ottobre, a quanto si apprende da diverse fonti governative, il decreto per l'estensione dell'obbligo di Green Pass ai lavoratori del settore pubblico e privato. La data sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri di oggi, chiamato a confermarla. Tra le ipotesi c'è quella di differenziare l'entrata in vigore delle misure, scaglionandole tra l'1 e 15 ottobre. Sicuramente il governo intende accelerare con il provvedimento soprattutto per incentivare la campagna vaccinale che con l'appossimarsi dell'autunno, la ripresa delle scuole e delle attività economiche rappresenta, per l'esecutivo, l'unico strumento efficace per evitare una nuova ondata pandemica.

Chi controlla

Fra le difficoltà maggiori dell'introduzione del Green pass a tutti i lavoratori c'è la questione dei controlli. A chi spetterà infatti la verifica (e l'eventuale responsabilità con relative, sempre eventuali, sanzioni) è uno dei nodi più difficili da sciogliere.

Smart working

"Non sappiamo cosa succede se un lavoratore decide di non fare il tampone. Ci hanno detto che non potrà essere licenziato, ma aspettiamo di leggere il testo della norma - aggiunge -. Ci devono essere controlli e garanzie». Di sospensione dal posto di lavoro e possibili tagli dello stipendio non si è parlato, «la discussione è stata aspra, ma per noi si può adottare lo smart working", ha detto a La Stampa Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil. E le sue richieste sono state disattese, visto che nel decreto non si fa nessun accenno o riferimento allo smart working.

Quarantena ridotta

Si va verso una rivalutazione per abbassare la quarantena dei vaccinati che hanno avuto contatti stretti con positivi.

I dati sui lavoratori vaccinati

Ad oggi, secondo dati del governo, 13,9 milioni di lavoratori ha già il Green pass, 4,1 milioni ancora non lo ha: l'obbligo riguarderebbe in totale, quindi, circa 18 milioni di persone. Secondo i dati del commissario Figliuolo, inoltre, saremmo vicini alla «immunità sociale»: accelerare ora sul Pass nei luoghi di lavoro, serve ad avvicinarsi in 3 o 4 settimane a un «punto di sicurezza», entro la metà di ottobre arrivare alla vaccinazione completa di 44 milioni di persone, l'81,7% della platea.

In Parlamento

Saranno il Consiglio di presidenza e la Conferenza dei capigruppo a decidere sul green pass per i senatori e lo stesso iter si prospetta alla Camera: l'Ufficio di presidenza avra' il compito di decidere sull'estensione del green pass a tutti i dipendenti di Montecitorio, mentre la Conferenza dei capigruppo affronterà il tema per i deputati.