In attesa che il governo trovi l'intesa sul nuovo decreto anti-Covid circolano le prime indiscrezioni sul Green pass obbligatorio, sul modello francese. Tra oggi e domani il Comitato tecnico scientifico darà le proprie indicazioni, poi il premier Mario Draghi riunirà la cabina di regia per limare il provvedimento. Si tratta sull'obbligatorietà in bar e ristoranti a rischio affollamento, ma ci sono già diversi punti fermi. E non mancano le criticità, specie sul rilascio ai guariti dal Covid che fanno solo una dose. Ecco cosa sappiamo finora.

Green pass: tutto quello che sappiamo finora

Cos'è il Green pass?

E' il certificato verde che consente di muoversi liberamente nei paesi dell’Ue. La certificazione contiene un Qr Code che attesta una delle seguenti condizioni: l'avvenuta vaccinazione, la guarigione dal virus o l'esito negativo di un tampone effettuato nelle ultime 48 ore. La Commissione europea ha creato una piattaforma tecnica comune per garantire che i certificati emessi da uno Stato possano essere verificati nei 27 Paesi membri, più Svizzera, Islanda, Norvegia e Lichtenstein. In Italia la certificazione viene emessa esclusivamente attraverso la Piattaforma nazionale del Ministero della Salute in formato sia digitale sia cartaceo stampabile.

Come si ottiene?

In un primo momento il governo italiano ha previsto il rilascio del Green pass solo con la prima dose, e precisamente 15 giorni dopo l'inoculazione del siero. Mentre attualmente, sul modello francese, si punta al rilascio solo dopo 14 giorni dalla vaccinazione completa, dunque con seconda dose (ad eccezione di Johnson & Johnson che prevede unica dose). 

Guariti Covid, basta una dose per il Green pass?

In teoria sì. In pratica però si moltiplicano le segnalazioni di guariti Covid "intrappolati" nelle maglie del sistema perché il certificato cita una sola dose senza specificare che anche così può ritenersi completo il ciclo vaccinale. Secondo quanto emerso finora si tratterebbe di un errore del sistema.

Quanto dura la validità del certificato verde?

Il green pass ha durata differente in relazione alla diversa tipologia di immunizzazione dal virus, attualmente la durata è di 9 mesi dall'avvenuta vaccinazione con doppia dose (periodo pari alla ritenuta efficacia dei vaccini),  6 mesi dall'avvenuta guarigione da Sars Cov19 che è l'arco temporale in cui si ritiene che gli anticorpi proteggano da un nuovo contagio, o due giorni nel caso di un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti lo spostamento o l'ingresso in un luogo a rischio affollamento.

​Chi è esentato?

Sono esentati dal Green pass i bambini fino ai 2 anni di età, mentre dai 2 ai 5 anni il certificato verde viene emesso senza necessità del tampone. E' invece obbligatorio dai 6 ai 12 anni, in questa fascia di età in alternativa al tampone, si può anche essere vaccinati. Probabile che queste regole valgano solo per viaggi all’estero, a bordo di aerei o su navi e treni a lunga percorrenza. Le altre restrizioni, legate ai luoghi a rischio affollamento (all'ingresso di ristoranti e bar, etc.) dovrebbero scattare dai 18 anni. 

Dove possono chiederci il Green pass?

Il governo lavora per rendere obbligatorio il green pass nei locali pubblici a rischio assembramenti: stadi, concerti, fiere, locali da ballo, cinema, teatri e palestre, centri commerciali, feste, banchetti e cerimonie. Il nodo più delicato resta quello dei bar e ristoranti al chiuso. Ma con l'aumento dei  contagi non è escluso che il certificato verde diventi indispensabile anche per prendere i mezzi di trasporto: treni a lunga percorrenza, ma anche navi e aerei. Sembra invece al momento escluso che possano essere richiedesto su bus, tram e metropolitane. 

Quali sanzioni sono previste?

Chi viene trovato sprovvisto durante un controllo rischia sanzioni salate: 400 euro di multa per i clienti e cinque giorni di chiusura per i locali. Le sanzioni saranno ridotte a 260 euro se pagate entro il quinto giorno.