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Dipendesse dalla Regione Lombardia, il green pass si baserebbe sull’esito dei tamponi e dei test sierologici. Solo con gli uni e con gli altri si potrebbe ottenere il via libera a viaggiare, mentre poco o nulla conterebbe l’esser stati vaccinati. A rendere noto questo orientamento è stata Letizia Moratti, vicepresidente della Regione con delega al Welfare, ieri pomeriggio nel corso della sua audizione davanti alla Commissione Sanità del Pirellone. Moratti ha fatto sapere, anche, che la Regione sta lavorando ad una propria piattaforma che possa essere pronta entro il primo di luglio, la scadenza imposta dall’Unione Europea, ma ha premesso e sottolineato di auspicare che il Governo dia presto direttive valide per tutti.

«Stiamo lavorando sul green pass, ma non abbiamo ancora indicazioni su questo dal Governo, indicazioni che, invece, riteniamo opportuno avere – ha dichiarato Moratti in commissione –. Come Regione – ha aggiunto –, stiamo lavorando ad una piattaforma che dovrà contenere dati relativi al test sierologico e ai tamponi. Abbiamo dei dubbi sul vaccino perché il Governo ci ha ancora detto qual è la durata del tempo di copertura. La piattaforma utilizzerebbe – quindi – i dati del tampone e del sierologico e mettendo insieme i dati si potrebbe creare un passaporto che dà semaforo verde o rosso, in aderenza col tema della privacy, e che potrebbe essere utilizzato in diverse situazioni". Proprio ieri il Parlamento europeo ha dato il primo via libera al green pass includendo, però, anche la vaccinazione anti-Covid tra i crtieri e gli step che consentano di averlo. Anzi l’Europarlamento ha sottolineato come i test finalizzati all’ottenimento del green pass debbano essere gratuiti, proprio come gratuita è la vaccinazione, in modo da evitare discriminazioni nell’accesso al certificato.

Un’altra questione calda è la riapertura della Residenze sanitarie assistenziali (Rsa). Il protocollo che permetterà di riaprirle alle visite dei parenti "è un tema molto sentito, rispetto al quale mi fa piacere dire che siamo stati noi come Regione Lombardia a presentarlo alla Conferenza Stato-Regioni – sottolinea la vicpresidente lombarda –. Abbiamo aperto un tavolo di lavoro su alcune ipotesi che stiamo valutando insieme alle altre Regioni, come il Veneto, per portarlo in Commissione Sanità martedì prossimo". Infine, per quanto riguarda il prontuario di regole in base al quale avviare le vaccinazioni anti-Covid nelle aziende, Moratti ha riferito che "il protocollo è pronto" e che ieri ci si è confrontati coi sindacati "prima di portare la delibera in Giunta".