Si è concluso l'incontro tra Governo e Conferenza delle Regioni. Da una parte i ministri Roberto Speranza (Salute) e Mariastella Gelmini (Affari regionali). dall'altra il presidente della Conferenza Massimiliano Fedriga e altri governatori regionali. Sul tavolo la revisione dei parametri per definire il colore delle regioni, il cui sistema a fasce di rischio non sarà toccato ma potrebbe essere ridotto a tre soli range. Si lavorerà invece sulla ridefinizione degli indici di calcolo, in particolar modo sul superamento dell'indice Rt come parametro determinante nell'attribuire il colore alle regioni. L'indice Rt che misura la velocità di diffusione del contagio, attraverso algoritmi e calcoli su dati rilevati in un determinato periodo di tempo, non viene più considerato efficace dai governatori regionali che chiedono di considerare, alla luce dell'attenuazione della curva pandemica e dall'aumento della percentuale della popolazione vaccinata, come dirimente l'indice Rt ospedaliero: in sostanza, le Regioni concordano sul monitorare, non solo o non tanto il numero di nuovi casi di positività, ma soprattutto le richieste di ospedalizzazione dei contagiati. Dunque, è la pressione sugli ospedali che dovrebbe fare la differenza e su questo punto Governo e Conferenza troveranno punto d'accordo che sarà poi sottoposto alla cabina di regia di lunedì - e non venerdì - con gli esperti del Cts in cui si parlerà anche di coprifuoco e riaperture. Non sono dunque previsti cambi di colore per settimana prossima.

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha infatti lanciato un messaggio di apertura: "La diminuzione dei casi e l'aumento delle vaccinazioni rende possibile cambiare i parametri per la determinazione dei colori, tenendo in maggior conto la situazione degli ospedali". Altrimenti si rischiano "paradossi" come quello dell'Emilia dove, spiega il presidente Bonaccini, "abbiamo un Rt che si sta avvicinando ad 1 però registriamo il crollo dei ricoveri nei reparti covid e nelle terapie intensive". Anche Luca Zaia definisce "logico" rivedere i parametri puntando, invece, su "rt con sintomi e rt ospedaliero".

Indice Rt oggi

In Lombardia, l'indice Rt puntuale è di 0.92, in Italia a 0,89,  in lieve crescita dal momento in cui erano state decise le riaperture. Un Rt sopra l'1 potrebbe riportare - anche se non automaticamente - la regione in zona arancione, mentre superando l'1.25 si passa in zona rossa. Da qui, la classificazione di rischio moderato. Tiene, invece, per fortuna, l'incidenza su 100mila abitanti, che per ora è di poco superiore ai 110 e ben distante dalla soglia d'allarme dei 250. A preoccupare, però, è la pressione sugli ospedali, con le terapie intensive che sono ancora piene oltre il limite di guardia, del 30%, mentre è minore la pressione sugli altri reparti. 

Il nuovo modello

L'ipotesi su cui sarà trovata una sintesi ruota dunque attorno a un nuovo modello di valutazione del rischio contagio sull'incidenza dei casi Covid, che mantiene l'impostazione a 4 colori (bianco, giallo, arancione e rosso), con altrettanti livelli di rischio legati a incidenza, e mantenimento dei tassi di occupazione dei posti letto. Sarebbè questa la proposta del Governo alle Regioni. Quanto all'incidenza, come in passato, la zona rossa scatterebbe con oltre 250 nuovi casi Covid su 100mila abitanti, arancione tra i 150 e i 250 casi, gialla tra i 50 e 150 casi, bianca fino a 50 a casi. Ma il passaggio in zona rossa avverrebbe anche se il livello di occupazione di area medica ospedaliera e area intensiva arrivasse rispettivamente al 40% e al 30%.

Lombardia: terapie intensive sopra la soglia critica

Colori o fasce di rischio

Sul tavolo  anche la possibilità dell'assegnazione dei colori su base provinciale e non regionale, ferma restando la possibilità dei governatori di istitutire de motu proprio delle microaree rosse. I governatori avevano proposto di "superare il meccanismo dei quattro colori" e di sostituirli con tre livelli di rischio: basso (avrebbe determinato misure simili alla zona bianca), medio (limitazione di alcune attività) e alto (dove sarebbe potuto restare in vigore il coprifuoco). Sul tema Costa si è detto possibilista anche se la proposta cardine del Governo è l'eliminazione dell'indice di Rt calcolato sui sintomatici, oltre all'eliminazione di altri parametri ancora previsti. Tramontata per il momento la proposta - che non sarebbe stata avanzata dalle Regioni - di introdurre tra i parametri il livello di diffusione delle varianti del Covid o quello sul numero di somministrazioni del vaccino effettuate. 

Coprifuoco e riaperture

Non è all'ordine del giorno dell'incontro di oggi ma certamente il tema verrà in qualche modo affrontato perché ritenuto fondamentale per il rilancio dell'economia. Il decreto delle riaperture potrebbe essere cambiato a breve perché i dati del contagio che avevano determinato la road map delle riaperture sono cambiati in meglio. Sul coprifuoco non è escluso che l'inizio possa essere spostato non solo alle 23 ma addirittura alle 24 mentre potrebbe essere anticipata la riapertura di alcune attività tuttora off-limits come palestre, piscine e parchi divertimento.

Stadi riaperti all'ultima di campionato

"Mi auguro che si prenda in considerazione di riaprire gli  stadi almeno per l'ultima giornata del campionato di calcio di Serie A. Sono più facilmente controllabili alcune migliaia di persone all'interno di uno stadio che decine di migliaia di tifosi in una piazza pubblica o per le vie della città. L'esempio critico dei festeggiamenti in piazza a Milano per la vittoria dello scudetto dell'Inter ce lo dimostra. Non possiamo permetterci di fare passi falsi e rovinare quanto fatto fino ad ora per contenere la diffusione della pandemia», a ribadirlo è sempre Andrea Costa. «Negli impianti sportivi i tifosi accederebbero tramite protocolli di sicurezza approvati dal Cts, sarebbero distribuiti in maniera ordinata e uniforme in tutto lo stadio, con il rispetto delle distanze di sicurezza, indosserebbero la mascherina. Ciò - afferma Costa - permetterebbe di tenere sotto controllo ingressi e uscite, avendo contezza del numero di spettatori, limitando al minimo contatti e dunque occasioni di contagio, che invece si moltiplicherebbero in spazi aperti difficilmente delimitabili come le piazze e dove è più facile che i tifosi si assembrino. Gli stessi Prefetti - conclude il sottosegretario - sarebbero facilitati nel lavoro di controllo e gestione degli afflussi, perchè opererebbero con programmazione e non in emergenza»

Gli interventi

Massimiliano Fedriga, presidente della conferenza delle regioni: "Oggi le Regioni hanno presentato al Governo la loro proposta per la revisione degli indicatori decisionali, offrendo la massima disponibilità ad un'ulteriore interlocuzione con l'Esecutivo. L'obiettivo è quello di avere parametri chiari, fortemente semplificati e in grado di generare automatismi per quel che riguarda gli scenari che coinvolgono le attività sociali ed economiche. A seguito della situazione pandemica contingente nel Paese è prioritari- superare l'attuale incidenza dell'Rt come parametro guida per determinare lo scenario nei diversi territori, a vantaggio del tasso di incidenza e del tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e in area medica". "Il nostro auspicio è che si arrivi, entro questa settimana, ad una proposta condivisa Governo-Regioni che vada in questa direzione. Un'intesa che andrà comunque considerata come una proposta transitoria che tenga conto degli attuali meccanismi, ma che vada collocata  nell'ottica di superare definitivamente il sistema delle zone se le condizioni di diffusione del virus lo permetteranno".

Il ministro alla Salute Roberto Speranza: "Il modello adottato in questi mesi ha funzionato e ci ha consentito di affrontare la seconda e terza ondata senza un lockdown generalizzato, ma con specifiche misure territoriali. Ora, nella nuova fase, caratterizzata dal forte avanzamento della campagna di vaccinazione e dai miglioramenti dovuto alle misure adottate, lavoriamo con l'Istituto Superiore di Sanita' e con le regioni per adeguare il modello immaginando una maggiore centralita' di indicatori quali l'incidenza e il sovraccarico dei servizi ospedalieri. Siamo impegnati a salvaguardare l'uso di sistemi di allerta precoci che possano consentire interventi adeguati e tempestivi sempre differenziando tra diversi territori".