Eventi, flashmob, un vertice tra 40 Paesi, iniziative nelle scuole e nelle strade (nel rispetto delle regole imposte dalla pandemia). Proprio nel secondo anno del pianeta malato di Covid si celebra oggi ovunque la Giornata mondiale della Terra (Earth Day), la più importante manifestazione mondiale a sostegno delle politiche ambientali e della salvaguardia dell’ecosistema planetario. Una vera e propria necessità, per salvare il pianeta, alla luce delle moleplici minacce che avanzano sulla soppravvivenza dei suoi ecosistemi.

L’evento è riconosciuto dall’Onu e fu concepito negli anni ’60, quindi promosso dal senatore statunitense Gaylord Nelson e in precedenza dal presidente John Fitzgerald Kennedy. La data ricorda quella della prima grande manifestazione a carattere ambientale della storia, nei college e le università degli States, tenutasi il 22 aprile 1970 a seguito del disastro petrolifero di Union Oi in California, avvenuto un anno prima. Si tratta oggi della 51esima edizione dell’Earth Day, che coinvolge ormai 192 paesi e più di un miliardo di individui nel mondo.

La svolta definitiva arrivò tuttavia nel 1969, quando la fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oil, al largo di Santa Barbara, in California, causò un enorme disastro ambientale, che scosse l'opinione pubblica. Nelson capì che i tempi erano maturi per portare la questione ecologista all'attenzione del mondo politico. In un celebre discorso, divenuto di fatto il manifesto dell'Earth Day, dichiarò: "Tutte le persone, a prescindere dall'etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto a un ambiente sano, equilibrato e sostenibile".

Il 22 aprile 1970, per la prima volta, milioni di cittadini americani si radunarono nelle strade per manifestare in difesa della "Madre Terra". A trainare la protesta contro inquinamento e degrado ambientale furono in particolare gli studenti dei college, ma la vera novità fu l'unione di intenti di numerose fazioni che erano abituate ad agire in solitaria: da chi combatteva contro i combustibili fossili a coloro che si preoccupavano per la desertificazione o le specie in via di estinzione. Da allora, con la benedizione delle Nazioni Unite, il 22 aprile è diventato ufficialmente la Giornata della Terra. La data fu scelta simbolicamente, perché cadeva un mese e un giorno dopo l'equinozio di primavera.

Anche i quotidiani del Gruppo Monrif celebrano la Giornata della Terra: con il quarto appuntamento dedicato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. L’appuntamento è per oggi, alle ore 17, online sui siti e sui social di Qn Quotidiano Nazionale, Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, con il Digital Panel con i ministri Cingolani e Giovannini, a confronto con i rappresentanti delle istituzioni, del mercato dell’energia e dell’integrate facility management, realizzato in collaborazione con Rekeep.

La missione Pnrr con il più ampio stanziamento di risorse è quella legata alla Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica, alla quale sarà destinato il 31% dell’ammontare complessivo del Piano, pari a 69,8 miliardi di euro (a cui si aggiungono i fondi della programmazione di bilancio per un totale di oltre 79 miliardi), per intensificare l’impegno dell’Italia in direzione degli obiettivi ambiziosi dell’European Green Deal e creare nuove occasioni di crescita e sviluppo per il nostro Paese. 

Tra i molti eventi planetari, a Milano va in scena Food Wave, il progetto del Comune per dare a ragazze e ragazzi dai 15 ai 35 anni gli strumenti per guidare la transizione globale verso un sistema alimentare sostenibile entro il 2030. Il progetto è guidato dal Comune di Milano, cofinanziato dalla Commissione Europea con circa 8 milioni di euro attraverso il programma DEAR (Development Education and Awareness Raising) e coinvolge 17 città (tra cui Londra, Madrid, Varsavia e San Paolo del Brasile), 13 organizzazioni della società civile e la rete C40, la rete internazionale delle città impegnate nella lotta ai cambiamenti climatici.

Proprio oggi, in coincidenza con la ricorrenza, si tiene il più importante vertice globale sul clima. Saranno il presidente americano Joe Biden e la vicepresidente Kamala Harris ad aprire la due giorni di Summit sul clima che vedono invitati i principali capi di stato e di governo, assieme a inviati speciali delle Nazioni Unite, capi di aziende e rappresentanti di organizzazioni a difesa del pianeta. Anche Papa Francesco interverrà domani nel corso della prima giornata del summit dei leader mondiali sul clima organizzato dall’amministrazione Biden in occasione della Giornata della Terra. 

L’intervento in video del Pontefice è previsto nella mattinata di Washington. Tra i leader che interverranno Vladimir Putin, Xi Jinping, Angela Merkel, Emanuel Macron e Ursula von der Leyen. Previsto per domani l’intervento del primo ministro italiano Mario Draghi. Tra i partecipanti anche Bill Gates, Michael Bloomberg, il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres. Il vertice sarà articolato in cinque sessioni di lavoro tematiche e prevede momenti di plenaria e gruppi di lavoro. 

Nella prima sessione intitolata “Aumentare la nostra ambizione nei confronti del clima” si sottolineerà l’urgenza e la necessità per le principali economie del mondo di non demordere dall’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius. In questa prima parte di lavoro i leader politici, tra cui Draghi, potranno evidenziare le sfide dei loro paesi e i passi per combattere il cambiamento climatico. La seconda sessione invece punta sull’”Investire in soluzioni per il clima”. Si parlerà di investimenti dell’uso delle finanze pubbliche per mitigare gli effetti del climate change soprattutto nei paesi in via di sviluppo e soprattutto si valuteranno i passi per spostare 3.000 miliardi di dollari di investimenti privati nella transizione verso un’economia a emissioni zero entro il 2.050.