Slot machine
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Milano, 5 ottobre 2019 - Parlano le cifre. Nel 2018 in Lombardia per il gioco d’azzardo sono stati “bruciati” 14,6 miliardi di euro (per un computo preciso 14 miliardi 654 milioni 937.754,69). Una cifra notevole che distanzia nettamente il Lazio (secondo con 7.818 milioni) e una quota importante nella raccolta totale del gioco d’azzardo in Italia di oltre 74 miliardi di euro. La regione più virtuosa è la Valle d’Aosta che in un anno ha visto uscire dalle tasche dei suoi giocatori 124 milioni di euro.

Nella classifica delle province della Lombardia, Milano è in testa e si avvicina ai 5 miliardi di euro giocati (4.819.387.146.19), davanti a Brescia (1.954.536.157,09) e Bergamo (1.694.594.286,09). Chiude la provincia di Sondrio con 293.534.793,42 milioni. Nella graduatoria delle città capoluogo Milano ha superato i 2 miliardi di euro con 2.248.423.830,84. Seguono Brescia (312.185.728,64) e Bergamo (266.878.713,61). La città più virtuosa è Lodi (75.542.252,83). Da osservare che tutte le cifre date finora si riferiscono solo all’azzardo fisico e non comprendono il giocato telematico con un volume su scala nazionale di 26 miliardi di euro. Nel 2017 erano censiti in Lombardia 61.775 apparecchi Slot e Vlt (Videolottery), concentrati soprattutto nella Città metropolitana di Milano (16.987), seguita dalle province di Brescia (9.446), Bergamo (7.471), Varese (5.658), Monza e Brianza (4.109). Rispetto all’anno precedente il numero delle slot si era ridotto del 18%, così come il numero delle sale slot (-9%) e delle sale VLT (-2%), le persone assistite nei centri specializzati erano scese da 2.734 a 2.670, ma si era registrato un aumento del 41% rispetto ai giocato d’azzardo patologici assistiti nel 2013. Tremila giocatori seriali, un problema sociale. All’inizio di ottobre dello scorso anno la Regione Lombardia ha varato il “Programma regionale per il contrasto al gioco d’azzardo patologico”. Sono circa 8,5 i milioni di euro del piano approvato dal ministero della Salute che la Regione ha destinato alle Ats, le Agenzie di Tutela della Salute lombarde, per potenziare la diagnosi precoce e la cura. Di questi, 2 milioni 627.270 alla Città Metropolitana di Milano, un milione 54.782 all’Insubria, 855.239 euro a Brescia, 814.727 a Bergamo.

Il ricchissimo 'piatto' del gioco d’azzardo ha attirato da tempo gli appetiti mafiosi. Già nel 2013 un report dell’associazione “Libera” indicava le sale videogiochi e le sale scommesse fra le categorie economiche a maggior rischio d’infiltrazione da parte delle cosche calabresi. L’anno dopo l’operazione “Metastasi” ha fatto emergere l’interesse della ‘ndrangheta per slotmachine e per gli esercizi dove erano installate, nei territori di Lecco, Como, Sondrio. Nella relazione tenuta a Treviso in un seminario sul gioco d’azzardo, Barbara Sargenti, sostituto procuratore nazionale Antimafia, ha indicato modalità differenti di penetrazione mafiosa nell’attività legale del gioco. L’attività estorsiva. L’imposizione delle macchinette negli esercizi pubblici. «In taluni casi - ha detto il magistrato - è stata documentata la possibilità ‘alternativa’ offerta alle vittime di installare videopoker di società non riconducibili all’organizzazione mafiosa, dietro il pagamento di 100 euro mensili per ogni macchinetta installata». Il controllo di società, sale gioco, punti scommessa, sia intestandole direttamente a prestanome, sia attraverso la compartecipazione delle società concessionarie, titolari del nulla osta da parte dei Monopoli di Stato. Nella sua tesi di laurea su “L’infiltrazione della ‘ndrangheta nell’economia della Lombardia, discussa all’Università Bocconi, Marco Aiuto individua la filiera azzardo-patologia-usura. La ‘ndrangheta s’insinua per compiere attività di riciclaggio, fornire e truccare le macchinette. Non si arresta qui. Un’attività massiva, esasperata di gioco, si traduce spesso in dipendenza patologica. Gli ‘ndranghetisti, quando sono nelle condizioni di esercitare un controllo diretto sul settore, individuano i giocatori patologici e perdenti e li sottopongono a usura.

(1-Continua)