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24 feb 2022

Gas Italia: quanto se ne estrae, dov'è, giacimenti esistenti e nuovi (e quelli bloccati)

Allarme materie prime in seguito al conflitto in Ucraina. Il nostro Paese, che importa quasi il 40% delle sue forniture dalla Russia, rischia un duro contraccolpo

davide ruffini
Cronaca

L'altra faccia della guerra. Quella contro la quale potrebbe andare a "sbattere", in tempi più o meno lunghi, anche il resto d'Europa, oltre all'Ucraina. Oltre a vite umane, devastazione di edifici e terre e rivolgimenti politici, infatti, ci sono anche le conseguenze sull'economia. Il primo segnale è stato lanciato dalle borse, al ribasso per tutta la giornata. Impennata, invece, per i prezzi del gas, dati i timori legati alle forniture dalla Russia.

E in Europa, su questo fronte, si inizia a ragionare alle possibili alternative agli scambi con Mosca. Oggi l'Unione importa dalla Russia circa il 45% delle sue forniture di gas (e il 26% di questo passa da Kiev). Una quota aumentata negli ultimi anni, dati il calo di produzione in Norvegia e Algeria, ma anche i problemi di instabilità in Libia. In Italia - dato del 2021 - il 37,8% del gas arriva dalla Russia, primo fornitore. Una delle strade individuate dal governo, proprio negli ultimi giorni, attraverso il decreto bollette, è quella di aumentare l'attuale produzione "in house". Per cifre che non saranno assolutamente sufficienti a rendere l'Italia autonoma. Il piano dell'esecutivo, piuttosto, sempre se dovesse andare in porto, è ridurre l'esborso delle famiglie.

Quanto gas si estrae in Italia e quanto se ne vorrebbe estrarre

Attualmente, secondo le cifre riferite dal ministero dello Sviluppo economico, in Italia si estrarrebbero 3,34 miliardi di metri cubi di gas naturale, a fronte di un consumo complessivo di 76,1 miliardi di metri cubi (dato del 2021). L'obiettivo, di recente dichiarato dal ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, è aggiungerne altri 2,2 miliardi di metri cubi, che porterebbe così l'ammontare totale a oltre 5,5 miliardi di metri cubi di gas. I giacimenti attualmente attivi sono 1.298. In realtà quelli che vengono realmente utilizzati con continuità sono 514, altri 752 sono attivi solo sulla carta. Gli altri 32 sono pozzi di controllo e manutenzione. 

Dove si trovano i giacimenti attuali

Secondo i dati del Mise la regione in cui si estrae più gas è la Basilicata (olte 1 miliardo di metri cubi). Seguono Sicilia, Emilia Romagna e Molise. Per quanto riguarda i giacimenti in mare la zona "migliore" è l'Adriatico: le coste al largo dell'Emilia Romagna e, più in basso, le acque di fronte a Marche e Abruzzo.

Dove sono i possibili nuovi bacini di estrazione

Secondo le previsioni del governo questi 2,2 miliardi di metri cubi di nuovo gas (ma c'è una stima più ottimista che parla di 2,5 miliardi di metri cubi) dovrebbero essere recuperati in tre aree. La parte del leone dovrebbe farla il Canale di Sicilia. Da due nuovi giacimenti, battezzati Argo e Cassiopea, dovrebbe arrivare l'80% del nuovo gas. E il resto? Un ulteriore 15% dovrebbe arrivare setacciando le riserve nelle acque fra Emilia Romagna e Marche. Si torna al sud per l'ultimo 5%, da recuperare nei fondali del Mar Ionio, nelle acque prospicienti Crotone. 

Questi giacimenti, per altro, non potranno essere attivati subito. Fra autorizzazioni, acquisto di macchinari e apparecchiature, perforazioni e avviamento dei cantieri dovremo attendere il 2023 per avere le prime dosi di gas in aggiunta. 

I giacimenti inutilizzabili

D'altra parte un secondo piano governativo, il cosiddetto Pitesai (sigla dietro la quale si nasconde il Piano per la transizione energetica delle aree idonee), ha posto alcuni limiti a una serie di possibili zone estrattive. "Scompaiono dalla cartina" dei futuri scavi il giacimento Teodorico al largo di Goro, nel Ferrarese, il giacimento Vega B di fronte alle coste di Ragusa e, soprattutto, stop ai giacimenti ad alta profondità che si trovano nel golfo di Venezia, fra Italia e Istria. Questi ultimi sono stati bloccati nel 1983 per timore che eventuali estrazioni provocassero cedimenti del suolo. La stima è che in quella zona possano esserci fra i 30 e i 40 miliardi di metri cubi di gas.

Dieci anni fa erano state effettuate stime da parte degli esperti del settore che, fra riserve certe e possibili, erano arrivati a presumere che le terre e i mari italiani celassero 350 miliardi di metri cubi di gas. Va detto anche che fino a una trentina di anni fa, a cavallo fra gli anni '90 e 2000, in Italia si cavavano 20 miliardi di metri cubi di gas naturale all'anno. Molti di più dei 3,34 attuali. 

 

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