Angela Zerilli

Milano, 17 agosto 2018 - Un compito doloroso, dolorosissimo per il capo di Angela Zerilli. Toccherà infatti non ad un familiare ma a Giuseppe Costa, vice direttore della direzione generale Cultura di regione Lombardia, effettuare il riconoscimento della 58enne di Corsico, fra le vittime del crollo del ponte Morandi di Genova. La donna non aveva più parenti stretti, per questo le autorità hanno affidato al dirigente l’identificazione, operazione per cui dovrà recarsi questo pomeriggio nel capoluogo ligure. Costa conosceva bene Angela: hanno diviso lo stesso piano – il terzo all’edificio D4 di Palazzo Lombardia. Angela lavorava lì da 8 anni, dove ricopriva un ruolo in ambito amministrativo, ma era entrata in Regione decenni prima. Costa l’ha vista l’ultima volta lunedì mattina: «Ci siamo salutati in corridoio poi ognuno è andato nel suo ufficio», racconta.

Adesso si misura con una perdita di una persona preziosa per il suo staff: «Il suo perfezionismo era uno sprone per tutti. Svolgeva un compito importante: monitorare gli accordi di programma (lo strumento attuativo dell’intesa fra regione ed enti pubblici ndr). Sapeva svolgere le sue mansioni molto bene. Era una che metteva i puntini sulle “i”. Pretendeva molto dai suoi collaboratori ma soprattutto da sé». L’altra sua dote era «la solida preparazione». Dopo la laurea in economia aziendale all’università Bocconi, nel 1991, aveva acquisito cinque anni fa anche un master in economia alla Scuola Superiore Economia e delle Finanze, istituzione legata al Mef.

Angela non smetteva mai di formarsi: «Conosceva sette lingue straniere: non solo inglese, francese, tedesco e spagnolo ma anche russo e arabo. Ultimamente aveva iniziato a studiare cinese». A scandire la sua vita anche gli impegni in parrocchia a Corsico, città dove era nata e abitava. Nel coro della chiesa di San Pietro e Paolo di Corsico cantava come mezzo soprano. Fino agli anni ’90, la sua famiglia gestiva un negozio di frutta e verdura sul ponte di Corsico ma lei aveva preso un’altra strada. Ha vissuto in via Parini per anni con la madre, Antonietta Croce. Da un anno, dopo la scomparsa dell’anziana (il padre se ne era andato anni fa), era rimasta sola. Figlia unica, un matrimonio finito alle spalle e nessun parente che abitasse nelle vicinanze (gli unici conosciuti sono di Paternò, Sicilia, la terra d’origine di papà Michele) Angela condivideva la casa con Ginevra, il suo gatto. Proprio per non lasciarlo, anche quest’anno aveva scelto Uscio, provincia di Genova, in un centro benessere che ospitava anche gli animali. Era diretta lì martedì quando l’autista è arrivato dal centro benessere per portarla nella struttura. Non ci sono mai arrivati, inghiottiti dal vuoto.

«È stata indecisa fino all’ultimo se partire o rimanere a casa. Tanto che un sabato che abbiamo fatto una gita sul traghetto del Naviglio l’avevo invitata a pranzo, il giorno di Ferragosto – spiega Annamaria, sua amica da 35 anni – poi ho visto le tapparelle abbassate e ho capito che era partita. Aveva un sogno del cassetto: andare in Islanda». In segno di cordoglio, l’amministrazione comunale della cittadina a sud di Milano ha dichiarato il lutto cittadino e parteciperà, sabato, ai funerali di Stato.