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12 mag 2022

Cos'è il gaslighting, tra le più crudeli tecniche di manipolazione e violenza psicologica

Utilizzata soprattutto nelle coppie, punta ad annullare l'autostima e a creare dipendenza. Ecco quali sono le frasi più ricorrenti e come difendersi 

La violenza del gaslighting può essere devastante (foto Ipsico)
La violenza del gaslighting può essere devastante (foto Ipsico)

Il gaslighting, o manipolazione psicologica maligna in italiano, è una forma di manipolazione psicologica violenta e subdola nella quale vengono presentate alla vittima false informazioni con l’intento di farla dubitare della sua stessa memoria e percezione. Può anche essere semplicemente il negare da parte di chi ha commesso qualcosa che gli episodi siano mai accaduti, o potrebbe essere la messa in scena di eventi bizzarri con l’intento di disorientare la vittima. Il termine è stato anche usato nella letteratura clinica. Il termine deriva dall’opera teatrale del 1938 Gaslight (inizialmente nota come Angel Street negli Stati Uniti) del drammaturgo britannico Patrick Hamilton, e dagli adattamenti cinematografici del 1940 e 1944 (quest’ultimo conosciuto in Italia come Angoscia). Nella storia, un marito cerca di portare la moglie alla pazzia manipolando piccoli elementi dell’ambiente, per esempio affievolendo le luci delle lampade a gas. La moglie nota questi cambiamenti, ma il marito insiste nell’affermare che sia lei a ricordare male o inventarsi le cose. Questo porta la moglie a dubitare sempre di più delle sue sensazioni e diventare sempre più emotivamente instabile. Il gaslighting funziona come un’inversione dei ruoli di vittima e carnefice. L’obiettivo dell’abusante è di sopprimere le reazioni di autodifesa della vittima per sfuggire alle sanzioni che gli spetterebbero, e continuare così a ripetere l’abuso. Concretamente, è un caso speciale di diversione basato su sottili manipolazioni verbali o gestuali (espressioni facciali, intonazioni, atteggiamento, ecc.) in cui l’abusante mette in dubbio ogni scelta, sentimento, emozione, valore, ecc. della vittima. Per esempio, per degradare l’autostima della vittima, l’abusante può ignorarla completamente, poi riconsiderarla fortemente, poi ignorarla di nuovo, ecc.  In questo modo, la vittima abbassa i propri standard relazionali ed emotivi, si percepisce come “indegna”, non è più in grado di fidarsi dei suoi sentimenti di attaccamento e diventa sempre più dipendente dal manipolatore. La ...

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