In tutta Italia si intensificano i controlli sugli impianti di risalita
In tutta Italia si intensificano i controlli sugli impianti di risalita

Verbania - Arrivano i periti e gli ispettori del Ministero. Quella di oggi sara’ una giornata che, molto probabilmente, per le indagini sulla tragedia della funivia del Mottarone, si muovera’ in prevalenza sul fronte degli accertamenti tecnici. Viene dato per certo da ambienti della Procura l’incontro tra i magistrati e il consulente tecnico Giorgio Chiandussi, del Politecnico di Torino nominato nel ruolo di CTU della Procura.  Chiandussi dovrebbe fornire alla pm Olimpia Bossi le prime risultanze del sopralluogo del 27 maggio, e cominciare a delineare i contorni di quegli “accertamenti irripetibili” che si svolgeranno appena possibile con le informazioni di garanzia a tutte le persone coinvolte per consentire ai legali di nominare i propri consulenti. Oggi arriveranno sul posto anche gli ispettori del ministero delle Infrastrutture. 

Gli inquirenti stanno ascoltando anche un teste chiave, Fabrizio Coppi, manovratore, in servizio il 23 maggio, giorno in cui la cabina 3, dopo la rottura di un cavo, cominciò la sua folle corsa verso valle fino a schiantarsi al suolo, provocando la morte di 14 persone. La procura di Verbania è stata praticamente costretta ad accendere un faro su di lui dopo l’ordinanza del gip Donatella Banci Bonamici: se è vero che su indicazione del caposervizio Gabriele Tadini (l’unico rimasto sotto custodia agli arresti domiciliari) lasciò inserito il ‘forchettonè di blocco del freno di emergenza, è altrettanto vero, secondo il giudice, che «poteva benissimo rifiutarsi».

 I ceppi andavano rimossi al mattino con la corsa di prova. Dall’incrocio dei verbali risulta che l’incombenza toccava a qualcuno degli operatori (in tutto sette per tutta la linea) in servizio alle stazioni di Alpino o Mottarone. Talvolta però Tadini ordinava di non toccare quello della cabina 3. Diceva che serviva per aggirare la misteriosa avaria dell’impianto che faceva scattare le ganasce di continuo e senza necessità. «Mai e poi mai - ha detto Coppi - nessuno di noi dipendenti avrebbe osato posizionare di propria iniziativa le ‘forchettè senza l’autorizzazione del caposervizio». Ma dal provvedimento del gip si ricava che a quell’ordine si poteva e forse si doveva disobbedire, perché senza il freno di emergenza la funivia non avrebbe mai dovuto trasportare passeggeri.

Intanto sul luogo della tragedia è scattata una nuova raccolta fondi per le vittime. “La nostra Unione Montana composta dai comuni di Stresa, Baveno, Omegna, Casale Corte Cerro, Gravellona - dice il sindaco di Stresa Marcella Severino - ha avviato una raccolta fondi per i familiari delle vittime della funivia. I versamenti possono essere fatti al Conto Corrente intestato a Unione Montana del Cusio e del Mottarone IBAN IT 88U 0503 44555 00000 00000 820 - Causale: ‘Aiuto per le vittime della funivia del Mottarone’. La raccolta fondi terminerà il 30 giugno. Ringrazio tutte le persone che aderiranno a questa iniziativa e tutti coloro che ci hanno chiesto come poter aiutare queste famiglie”.