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26 gen 2022

Covid, fine pandemia? Gismondo: "In questa direzione, stato di emergenza ingiustificato"

La virologa dell'ospedale Sacco di Milano ha precisato: "Per esserne sicuri dobbiamo aspettare, il virus potrebbe stupirci anche all'ultimo momento"

Milano, 26 gennaio 2022 - Dopo due anni in cui combattiamo, ogni giorno, contro il Coronavirus, sembrano spuntare segnali positivi su una possibile fine della pandemia. Ma è davvero così o ci stiamo illudendo?

"Ritengo altamente probabile che sia vero che siamo alla fine della pandemia" di Covid-19, ha detto all'Adnkrons Salute Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano. "Andiamo verso questa direzione, ce lo dice Omicron", variante di Sars-CoV-2 molto più contagiosa, ma ritenuta meno 'cattiva', "e quindi speriamo che questa tendenza venga confermata nel tempo". Poi, una precisazione d'obbligo: "Ovviamente per esserne sicuri dobbiamo aspettare - perché è sempre il virus che ha il mazzo di carte in mano. E il virus - ha sottolineato - potrebbe stupirci anche all'ultimo momento".

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Se l'annuncio dell'Oms fa sperare, però, "nessuno può escludere l'arrivo di nuove varianti", ha osservato Gismondo. Comunque, ha aggiunto, fase dopo fase "credo sia giusto vivere adattandosi alle regole impartite dal virus". E per l'esperta "questo è tempo di allentare le misure, con la speranza di non dover più tornare indietro".  Inoltre, secondo lei, "nelle condizioni attuali è assolutamente ingiustificato lo stato d'emergenza" che in Italia è stato prorogato a più riprese e scadrà a fine marzo. "Quando un'emergenza è oltremodo lunga - ha spiegato la virologa - non è più emergenza. E' uno stato di cose, grave, ma pur sempre uno stato di cose. L'emergenza - ha precisato - serve per rispondere immediatamente a un problema inaspettato. Oggi invece siamo nella fase della pianificazione" della convivenza con il virus. 

E riguardo la quarta dose del vaccino? "Mi associo a quello che hanno detto anche" le agenzie del farmaco italiana ed europea "Aifa ed Ema: non ci sono in questo momento prove che sia necessaria. Forse per gli immunocompromessi che mostrino all'esame sierologico una scarsa capacità di rispondere" all'infezione "può essere giustificata, ma certamente non per l'intera popolazione". 

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